Violenza folle a Castro Pretorio: armato di spranga acuminata, si scaglia contro i finanzieri

Prima il terrore tra i passanti poi il corpo a corpo violentissimo con i finanzieri, per fuggire con la spranga acuminata modificata per risultare letale

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Foto di archivio

Una micidiale spranga metallica della lunghezza di oltre mezzo metro, appositamente modificata per risultare acuminata e letale, era pronta a colpire nel centro di Roma. A scoprirla e sequestrarla all’interno di un borsone gli uomini della Guardia di Finanza che hanno fermato l’uomo fuori controllo che la custodiva nella zona di Castro Pretorio.

Prima il terrore tra i passanti poi il corpo a corpo violentissimo con i finanzieri, per fuggire con la spranga acuminata modificata per risultare letale

Il perimetro storico di Piazza San Bernardo a Castro Pretorio si è trasformato improvvisamente nello scenario di un potenziale dramma di sangue in queste ore, fortunatamente sventato dall’intervento tempestivo dei militari del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Roma.
Nel corso dei quotidiani servizi di pattugliamento ad alto impatto economico-finanziario e di tutela della sicurezza pubblica, i finanzieri hanno focalizzato l’attenzione su un soggetto che si aggirava tra la folla in stato di alterazione psicofisica.
L’uomo, un cittadino di nazionalità liberiana, si muoveva in modo molesto e aggressivo: una minaccia per l’incolumità fisica dei moltissimi turisti e residenti che stavano affollando la piazza in quel momento, e una mina vagante nel cuore della città, la cui presenza ha fatto scattare l’immediata procedura di isolamento da parte delle fiamme gialle.

La violenta rissa e il corpo a corpo con i finanzieri

Sono stati i militari ad evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, tentando subito un’operazione di contenimento per poi procedere all’identificazione di rito, a cui l’uomo ha reagito in modo fulmineo e violentissimo.

Invece di collaborare, il soggetto si è scagliato con ferocia contro le divise, dando inizio a una vera e propria rissa in mezzo alla folla nel disperato tentativo di aprirsi un varco di fuga verso le vie limitrofe. L’indagato ha opposto una strenua e prolungata resistenza fisica, ingaggiando un duro corpo a corpo con i Finanzieri, che nonostante i colpi ricevuti, sono riusciti a chiudere ogni via di fuga del liberiano, atterrandolo sul selciato e immobilizzandolo in totale sicurezza.

Il ritrovamento della spranga acuminata nel borsone

Il dettaglio più inquietante dell’intera operazione, è emerso soltanto dopo che il soggetto era stato ammanettato, quando i Finanzieri, insospettiti dall’atteggiamento violento e protettivo che l’uomo manteneva nei confronti dei suoi effetti personali, hanno proceduto a un’ispezione approfondita del grande borsone da viaggio che il liberiano portava con sé.

Nascosta sul fondo della borsa, tra gli indumenti, è spuntata un’arma impropria spaventosa: una pesante spranga di metallo solido, della lunghezza di oltre mezzo metro, la cui estremità era stata appositamente modificata e limata per risultare acuminata. Non un semplice scarto industriale, ma uno strumento capace di infliggere ferite mortali con un singolo colpo sferrato a bruciapelo.

Le accuse penali e le indagini sul porto d’armi

Una volta completato il sequestro del ferro e della borsa, lo straniero è stato caricato a bordo della pattuglia d’ordinanza e trasferito d’urgenza presso gli uffici del Reparto per il fotosegnalamento. L’uomo è stato formalmente denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi e/o oggetti atti ad offendere.

Restano aperti i contorni più misteriosi del caso: le indagini dei Baschi Verdi proseguono senza sosta per capire dove l’uomo si sia procurato un simile oggetto modificato e, soprattutto, quale fosse l’obiettivo prefissato della sua follia itinerante.