Falsi vigili e minaccia di ritiro patente: a Roma sud la nuova truffa stradale che incute timore alle vittime

Prima la simulazione dei danni sulla carrozzeria poi l'estorsione di centinaia di euro, che stringono le persone in una morsa psicologica micidiale: allarme per i nuovo casi di truffa stradale

Immagine non collegata ai fatti

Nuovi casi di truffa stradale a Roma sud, con un tam tam scial, che in queste ore ha segnalato purtroppo le diverse modalità di crimine a danno di automobilisti, emerse dalle testimonianze dettagliatissime degli utenti caduti in trappola. Il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio, sta coinvolgendo ancora una volta truffatori che si spacciano per rappresentanti delle forze dell’ordine generando una profonda ondata di forte preoccupazione tra i residenti del quadrante Torrino e Mezzocammino.

Prima la simulazione dei danni sulla carrozzeria poi l’estorsione di centinaia di euro, che stringono le persone in una morsa psicologica micidiale: allarme per i nuovo casi di truffa stradale

La prima esatta dinamica, emersa in modo chiaro sul gruppo social del quartiere Torrino Mezzocammino, è stata quella subita da un automobilista che si trovava alla guida della propria vettura quando ha notato una macchina che lo seguiva a brevissima distanza.

Secondo il racconto della vittima, il conducente di questo secondo mezzo continuava a fare segnali insistenti per farlo accostare e interrompere la marcia. Un’insistenza tale da far sospettare all’uomo che potesse trattarsi della famigerata truffa dello specchietto, e tale da fargli decidere di non assecondare le richieste e proseguire la corsa fino a destinazione, ovvero lo studio del proprio medico curante dove era diretto per un appuntamento.

La trappola del colore a cera

Una volta giunto nel parcheggio del medico però, l’automobilista è stato affiancato dal malvivente che comunque lo aveva seguito, e che ad un  tratto ha iniziato a parlare al cellulare, sfruttando una circostanza reale: la vittima stava effettivamente viaggiando con il cofano della vettura aperto.

Il delinquente ha così accusato l’uomo di avergli rigato la carrozzeria proprio a causa di quel viaggio anomalo, mostrando a riprova del danno delle righe evidenti sul fianco della propria auto. Quelle righe, in realtà, erano state create un attimo prima dallo stesso criminale utilizzando un semplice colore a cera per simulare la collisione.

Il finto verbale telefonico

A quel punto la pressione psicologica è aumentata drasticamente. Il truffatore ha finto di comporre un numero di telefono per chiamare i vigili urbani, inscenando una conversazione davanti alla vittima.

Il malvivente ha così riferito che gli agenti lo avevano informato di una conseguenza gravissima: per aver provocato quel sinistro guidando con il cellulare in mano, ai sensi del fantomatico articolo 557, l’automobilista era soggetto a una sanzione amministrativa pesante di 550 euro, a cui si sarebbe aggiunto l’immediato ritiro della patente di guida.

L’estorsione del denaro

L’automobilista, colto da un improvviso stato di paura per le pesanti sanzioni paventate dal finto intermediario, ha ceduto alla richiesta estorsiva. L’uomo ha aperto il proprio portafogli e ha consegnato al criminale tutto il denaro contante che aveva con sé in quel preciso momento, pari a 180 euro.

Non si è trattato di una reazione ingenua, poiché il testimone ha descritto il truffatore come un individuo dotato di una capacità persuasiva paragonabile a quella di un vero e proprio ipnotizzatore. Soltanto nel momento esatto in cui il malvivente si è allontanato a bordo della sua automobile, la vittima si è risvegliata da quella condizione ed è rientrata in pieno possesso della propria lucidità, rendendosi finalmente conto di essere stata raggirata.

Il secondo caso al parcheggio

Il secondo episodio confermato è apparso sulla medesima piattaforma social di Torrino Mezzocammino, confermando l’esistenza di una sequela di reati identici. Il fatto è avvenuto di giovedì, quando un uomo anziano ha subito lo stesso identico trattamento criminale all’interno dell’area di parcheggio del CTS.

Anche in questa circostanza la vittima è stata agganciata con il medesimo modus operandi, e si è ritrovata intrappolata in una conversazione telefonica con falsi vigili urbani orchestrata dal delinquente.

Il prelievo forzato al bancomat

In tal caso la pressione esercitata sull’anziano è stata ancora più invasiva e devastante. L’uomo è stato fisicamente accompagnato dal truffatore presso uno sportello bancomat della zona. Sotto l’effetto del totale condizionamento psicologico derivante dalla finta multa stradale, la vittima ha effettuato un prelievo di denaro contante pari a 300 euro per consegnarlo nelle mani del suo aguzzino.

Nei successivi racconti poi, l’anziano ha riferito di non ricordare bene ogni singolo istante di quei drammatici momenti, confermando però di essersi sentito completamente irretito e assolutamente incapace di reagire, nonostante avesse già una perfetta conoscenza di questo tipo di pericoli per via di precedenti esperienze avvenute all’interno dello stesso quartiere.

La scelta delle DashCam

La paura di finire nel mirino di questi abili criminali sta spingendo la comunità locale a correre ai ripari in modo autonomo. Di fronte a questa sequela continua di raggiri stradali, moltissimi cittadini residenti a Roma Sud stanno scegliendo di installare il sistema elettronico delle DashCam a bordo delle proprie autovetture.

L’obiettivo collettivo è quello di registrare costantemente tutto ciò che avviene intorno al veicolo, così da poter cristallizzare i volti dei malviventi in tempo reale e fornire elementi fondamentali per consentire alle forze dell’ordine di elaborare degli identikit precisi per le denunce.