Nuovo arresto nel clan Spada: esponente minacciava i negozianti sfruttando la fama della famiglia

Dal bar di Tor Vergata al ferramenta fino al centro scommesse, le tappe del controllo criminale dell'esponente del clan Spada: ecco come imponeva il passaggio di denaro sfruttando la fama della famiglia

Un’articolata indagine sul racket ai danni degli esercizi commerciali nella periferia di Roma ha portato all’arresto del 31enne romano Domenico Spada. Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari, è stato notificato nel penitenziario di Velletri: l’uomo si trova attualmente già ristretto in carcere per altre cause.

Dal bar di Tor Vergata al ferramenta fino al centro scommesse, le tappe del controllo criminale dell’esponente del clan Spada: ecco come imponeva il passaggio di denaro sfruttando la fama della famiglia

Le indagini sono state condotte sul campo dagli agenti della Squadra Mobile di Roma insieme al personale del VI Distretto Casilino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Dipartimento criminalità diffusa e grave.

Gli inquirenti hanno documentato una serie consecutiva di richieste estorsive attuate tra il mese di dicembre del 2025 e il mese di aprile del 2026. Al centro dell’impianto accusatorio che ha spinto il gip a disporre la custodia cautelare vi è il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Leggi anche Blitz dei carabinieri a Ostia, chili di droga sequestrata e due arresti. In manette Francesco Spada, figlio del boss Armando (VIDEO)

Secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine, l’indagato faceva costanti e ripetuti riferimenti alla propria appartenenza familiare per piegare la resistenza delle vittime, consolidando un clima di assoggettamento e alimentando la percezione di un controllo criminale egemone sul quadrante sud-est della città.

Le intimidazioni nel bar di Tor Vergata

La prima vicenda ricostruita dagli investigatori si è consumata all’interno di un bar situato nella zona di Tor Vergata. In quell’occasione, il trentunenne si è presentato esigendo l’immediata consegna di trenta euro, formulando la richiesta prima alla titolare dell’attività e successivamente estendendola ai clienti che si trovavano all’interno del locale.

Davanti alle esitazioni ricevute, l’uomo ha rivolto pesanti minacce di violenza fisica nei confronti del cognato della proprietaria, intimando che lo avrebbe gambizzato. Per rafforzare l’efficacia del messaggio intimidatorio, Spada si è mostrato con una ferita visibile e la mano sporca.

A distanza di pochi giorni dall’episodio, il trentunenne è tornato davanti allo stesso esercizio commerciale a bordo della sua automobile, un’azione interpretata dagli agenti come un chiaro segnale di riaffermazione della propria presenza fisica sul territorio.

I raid contro il ferramenta e il centro scommesse

Nel periodo compreso tra marzo e aprile del 2026, l’attività criminale dell’indagato si è spostata verso un negozio di ferramenta della medesima area urbana. Qui le minacce sono state reiterate in più momenti e indirizzate non solo al proprietario, ma anche alla figlia, al nipote e a un dipendente dell’attività.

Durante il primo approccio, Spada ha preteso centocinquanta euro in contanti, somma che la figlia del titolare ha consegnato a causa del forte stato di agitazione provocato dall’atteggiamento aggressivo dell’uomo. Due giorni dopo, lo stesso si è ripresentato per prelevare delle bombolette spray; dopo aver contestato verbalmente il prezzo di vendita, se ne è impossessato senza pagare.

L’ultimo esercizio monitorato è stato un centro scommesse: in questo locale Spada ha richiesto la restituzione forzata di millesettecento euro, asserendo di averli persi durante alcune giocate. La pretesa è stata accompagnata da forti aggressioni verbali, e anche in questo caso l’uomo è ritornato successivamente nel locale per esigere denaro direttamente dagli avventori presenti.

Nella fase delle indagini preliminari, l‘indagato deve essere considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sarà accertata con una sentenza definitiva.