Una massiccia operazione della Sezione “Catturandi” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, ha portato all’individuazione e all’arresto di due dei più pericolosi latitati che erano stati condannati in via definitiva, ma che erano riusciti a nascondersi nelle periferie romane.
Scardinate dai Carabinieri le coperture dei due criminali: il boss del crack era protetto dalle vedette del fortino nel locale comunale, mentre l’orco 78enne si rifugiava in una residenza fittizia
Le articolate attività info-investigative condotte dal Dipartimento criminalità diffusa e grave e dal Gruppo Esecuzione hanno inferto un colpo durissimo alla criminalità rintanata nell’ombra. Grazie all’inserimento di mandati di cattura nei circuiti internazionali e a capillari servizi di ricerca nella provincia di Roma, i militari sono riusciti ad assicurare alla giustizia in particolare due soggetti resisi irreperibili, garantendo che le condanne definitive venissero effettivamente espiate.
Tra i profili bloccati figurano due soggetti responsabili di gravi reati contro la persona, e di associazione a delinquere e traffico di stupefacenti, che erano riusciti a mimetizzarsi nel tessuto urbano per anni – in un caso specifico l’irreperibilità si protraeva da ben 14 anni – sfruttando residenze fittizie e condizioni di estrema precarietà abitativa.
Il boss del crack nascosto nel fortino del locale comunale
Tra i profili di massimo rilievo emersi dall’indagine, la vicenda di un 49enne libico, catturato a Casal Bruciato nei pressi di una nota piazza di spaccio. L’uomo faceva parte di un’organizzazione che aveva occupato una ex sala giochi di proprietà del Comune di Roma, trasformandola in una vera e propria “bisca-fortino” per lo smercio di crack e cocaina.
Questa centrale della droga era protetta da imponenti cancellate in ferro e presidiata da vedette pronte a segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine, prima dello smantellamento avvenuto dopo indagini condotte tra la fine del 2023 e il 2024. Il cittadino libico dovrà ora espiare 5 anni, 6 mesi e 20 giorni.
Catturato l’orco di Casalotti
Sul fronte dei reati contro la persona, i Carabinieri hanno risolto situazioni di estrema gravità. A Casalotti è stato scovato un 78enne romano che si nascondeva dietro una residenza fittizia formalmente dichiarata a Rocca di Papa; l’anziano deve scontare 7 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia commessi dal 2010 a oggi e, soprattutto, per gravissime e reiterate violenze sessuali perpetrate tra il 2010 e il 2013.



















