Calabroni orientali assediano un appartamento a San Paolo: nido nascosto nello sportello del gas

I calabroni orientali avevano creato una nuova colonia sovrapposta a un vecchio nido mai scoperto dentro casa. L'etologo: "Una situazione molto pericolosa"

Un tranquillo pomeriggio nel quartiere San Paolo di Roma si è trasformato in un incubo ad alta quota per il proprietario di un appartamento all’ottavo piano di un condominio. Qui una massiccia presenza di pericolosi calabroni orientali, ha richiesto l’intervento urgente dell’etologo Andrea Lunerti per trovare il nido che minacciava la cucina.

I calabroni orientali avevano creato una nuova colonia sovrapposta a un vecchio nido mai scoperto dentro casa. L’etologo: “Una situazione molto pericolosa”

L’allarme è scattato quando il residente di un appartamento in zona San Paolo ha notato un insolito viavai di grossi insetti provenire da una cavità insospettabile. I calabroni orientali (Vespa orientalis) si stavano introducendo all’interno dello sfiato esterno del portello del gas, situato in un vano a muro ricavato proprio dentro l’ambiente della cucina.

Una situazione valutata fin da subito come estremamente pericolosa: la vicinanza del nido alla stanza principale e la natura stessa dello sportello avrebbero potuto permettere agli insetti di invadere la stanza da un momento all’altro, cogliendo di sorpresa l’inquilino.

Con l’inizio della stagione calda, la presenza di due o tre esemplari iniziali ha spinto il proprietario a non attendere oltre e a richiedere il supporto dell’esperto naturalista Andrea Lunerti prima che la situazione andasse del tutto fuori controllo.

Il blitz dell’etologo

Arrivato sul posto, l’etologo si è preparato indossando la speciale tuta protettiva gialla dotata di maschera a rete e guanti spessi prima di procedere all’apertura del vano. Lo scenario emerso dopo aver aperto lo sportello metallico si è rivelato complesso: sul fondo del vano erano ben visibili i residui e i detriti organici di una vecchia nidificazione avvenuta con ogni probabilità nelle stagioni precedenti.

Per analizzare a fondo la situazione e raggiungere il nucleo dell’infestazione, Lunerti si è dovuto sdraiare completamente sul pavimento della cucina, guardando dal basso verso l’alto all’interno della fessura dei tubi. Lì è stata individuata la vera minaccia: la nuova fondazione dell’anno.

La scoperta del nido e i rischi

“Questa è una particolarità spettacolare a mio avviso, perché sul nido vecchio che non è stato rimosso, una regina nuova del 2026 ha ricostruito un nido primario attaccato al nido vecchio”, ha spiegato Andrea Lunerti durante le operazioni di rimozione.

Sulla struttura erano già nate e visibili le prime operaie e la regina si muoveva attivamente tra le celle. L’esperto ha evidenziato la grave pericolosità di queste situazioni antropizzate: “I nidi costruiti in queste situazioni sono pericolosissimi perché a nostra insaputa andiamo a controllare, magari a fare una lettura dello sportello del gas, e le vespe ci attaccano dentro il nostro ambiente domestico”.

Un rischio amplificato nei mesi estivi, quando l’abbigliamento casalingo leggero privo di adeguate protezioni lascia il corpo esposto a punture multiple potenzialmente fatali.

Le raccomandazioni tecniche

Una volta estratto il nido e messa in sicurezza la cucina davanti al proprietario, Lunerti ha illustrato le cause che spingono questa specie a prediligere tali nicchie. Gli sportelli delle utenze del gas possiedono per legge un’apertura di aerazione volta a consentire la fuoriuscita di eventuali perdite.

Proprio questa fessura sarebbe stata sfruttata dai calabroni come punto d’accesso ideale. Per scongiurare il ripetersi di simili episodi, l’esperto consiglia caldamente di consultarsi con installatori professionisti per applicare una specifica retina anti-intrusione per impedire in modo definitivo l’ingresso e la nidificazione di questi insetti pericolosi.