I tombaroli scavano abusivamente a Castel di Guido: fermati dai carabinieri, spunta una splendida villa romana

L'allarme nato da scavi di tombaroli. Gli archeologi riportano alla luce a Castel di Guido mosaici, affreschi intatti e la statua del dio Silvano. Sabato 20 giugno l'apertura straordinaria 

Foto da Ufficio Stampa Soprintendenza

Un tesoro archeologico straordinario, rimasto sepolto per secoli e strappato letteralmente dalle mani dei tombaroli. Succede a Castel di Guido, alle porte di Roma, dove una segnalazione di scavi abusivi ha fatto scattare un blitz tempestivo dei Carabinieri e dei funzionari del Ministero della Cultura.

L’allarme nato da scavi di tombaroli. Gli archeologi riportano alla luce a Castel di Guido mosaici, affreschi intatti e la statua del dio Silvano. Sabato 20 giugno l’apertura straordinaria 

Quello che doveva essere l’ennesimo scempio ai danni del nostro patrimonio si è trasformato in una scoperta clamorosa: una monumentale villa romana di età imperiale, finora completamente sconosciuta.

I dettagli del ritrovamento e il piano per le visite straordinarie

I cacciatori di tesori avevano già iniziato a scavare clandestinamente nella tenuta agricola di Castel di Guido, ma l’intervento congiunto delle forze dell’ordine e della Soprintendenza Speciale di Roma ha bloccato i clandestini in pochi giorni, mettendo in sicurezza l’area.

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Alcuni reperti della villa imperiale rinvenuta a Castel di Guido

Sotto la terra è emersa una grandiosa residenza suburbana collegata all’antica via Aurelia. Ci troviamo nel territorio di Lorium, un’area celebre in epoca romana per ospitare le lussuose tenute della dinastia degli Antonini, frequentata da Adriano e Marco Aurelio, e dove l’imperatore Antonino Pio fece edificare la sua residenza estiva.

«Un intervento esemplare di tutela e ricerca che esprime il profondo legame tra le Soprintendenze e il territorio» ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Mosaici, affreschi e il mistero della statua di marmo

Le indagini, coordinate dalla direttrice scientifica Alessia Contino, hanno rivelato reperti in uno stato di conservazione sorprendente. Strutture intatte. Mura alte fino a un metro e mezzo e un grande atrio centrale con impluvium per la raccolta dell’acqua.

Decorazioni di lusso. Pavimenti a mosaico con motivi geometrici e vegetali e intonaci dipinti dai colori ancora vivi.

Il pezzo forte. Una statua frammentaria in pregiato marmo bianco che raffigura un uomo barbuto intento a trasportare un piccolo animale (forse un vitello o un maialino). Gli esperti ipotizzano si tratti del dio Silvano, divinità protettrice delle campagne e delle selve.

La qualità eccezionale delle decorazioni testimonia che la villa appartenesse a esponenti di spicco dell’aristocrazia romana, strettamente legati alla corte imperiale.

Sabato 20 giugno lo scavo apre ai cittadini

La scoperta dimostra come la ricchezza archeologica di Roma sia infinita anche ben oltre i confini del centro storico. Per festeggiare il salvataggio del sito dai depredatori, la Soprintendenza ha deciso di restituire immediatamente la storia alla comunità.

Sabato 20 giugno, a partire dalle ore 17.00, lo scavo archeologico di Castel di Guido aprirà straordinariamente al pubblico con visite guidate gratuite.

“Siamo particolarmente felici di organizzare un open day per restituire ai cittadini un pezzo del loro patrimonio”, ha concluso Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, sottolineando l’efficacia di una tutela nata, in questo caso, dalla vigilanza contro l’illegalità.