Vandali ancora in azione ad Anzio. Nei giorni scorsi, uno dei luoghi simbolo della cittadina, piazzale Nassiriya, ha subito l’ennesima offesa, con una panchina divelta e resa inutilizzabile. Un gesto insensato, che va ad alimentare la lunga lista di episodi di inciviltà che continuano a colpire la zona, trascinandola in un degrado al quale l’amministrazione comunale è pronta a opporsi con misure speciali.
Degrado,vandali e divieti violati, il sindaco Lo Fazio: “Pronti a chiudere la spiaggia libera”
Mentre il piazzale soccombe al caos generato da ignoti incivili, il mare non se la passa meglio. Stando a quanto riportato in una nota del Comune, intere comitive di bagnanti ignorano i divieti, avventurandosi nell’area archeologica e lungo la battigia presso l’Arco Muto. Sono zone interdette. Zone pericolose. Eppure, la gente continua a ignorare il rischio.

La risposta del sindaco
Il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, osserva lo scempio e punta a mettere un freno al degrado. Tra devastazioni, sporcizia lasciata ovunque e divieti sistematicamente inosservati, la misura è ormai colma. Ecco perché il primo cittadino è arrivato a minacciare la chiusura della spiaggia libera e a istituire un sistema di vigilanza. Non è solo questione di ordine pubblico. Si tratta di proteggere un territorio prezioso da chi non conosce il rispetto. “Sono pronto a chiudere la spiaggia libera – spiega Lo Fazio – entrare nelle zone interdette è incivile e pericoloso, spesso le stesse persone risalendo lasciano di tutto e purtroppo alcuni sono soliti ‘bivaccare’ nel piazzale. Stiamo provvedendo a un’apposita vigilanza, non possiamo fare altrimenti di fronte a chi si comporta disprezzando ogni minima regola del vivere civile”.
Un copione che si ripete senza sosta
L’amministrazione sta pensando di stringere i tempi per attivare un servizio di vigilanza mirato, pronto a scovare chiunque scambi il bene comune per terra di nessuno. D’altronde, i precedenti in questa zona ad opera dei vandali non rappresentano affatto una novità, ma la cruda cronaca di un’abitudine all’inciviltà che fatica a morire. Solo il nove giugno scorso la città celebrava, quasi con sollievo, la fine dei lavori di restauro sulla balaustra di piazza Nassiriya, sperando che quello fosse l’ultimo atto di una storia fatta di teppismo. Invece la violenza è tornata a colpire ancora una volta.




















