Una nuova campagna anti taglio dei cittadini romani, accende i riflettori sull’asse viario Sebino-Nemorense, dove il gruppo SOS Patrimonio Storico di Roma, ha lanciato una dura denuncia contro i piani delle istituzioni, pronti a eliminare una storica alberata di oleandri colorati che si estende per chilometri.
l gruppo SOS Patrimonio Storico lancia l’allarme oleandri nel quartiere: “Vogliono eliminare una meraviglia lunga km anziché curarla”
La protesta dei residenti del quadrante, si concentra sulla drastica decisione che sembrerebbe sia stata assunta dal Comune di Roma, in stretta sinergia con il II Municipio e con la Consulta del verde dello stesso II Municipio.
Secondo i piani definiti dalle istituzioni locali, questa storica e imponente alberata colorata dovrebbe essere interamente eliminata lungo tutto l’asse stradale interessato. Un progetto di rimozione che non si limita solo alla zona compresa tra via Sebino e via Nemorense, ma prosegue attivamente anche lungo le corsie di via Tripoli.
Il gruppo di tutela SOS Patrimonio Storico di Roma ha deciso di uscire allo scoperto per denunciare pubblicamente quello che viene definito un attacco frontale al patrimonio arboreo e visivo di questa ampia zona residenziale della città, schierando i cittadini in una vera e propria barricata ecologista a favore della conservazione dei fusti.

Le motivazioni delle istituzioni e le soluzioni dei residenti
Alla base della decisione delle istituzioni ci sarebbero precise motivazioni fitosanitarie che indicano gli oleandri come piante irrecuperabili. Comune e Municipio sosterrebbero infatti, che la vegetazione dell’asse viario sia gravemente malata e colpita in modo massiccio da fenomeni di fumaggine.
Una ricostruzione che i residenti e i comitati non negano del tutto, riconoscendo che i fusti possano presentare effettivamente qualche problema biologico legato al tempo e alla scarsa manutenzione. La polemica esplode tuttavia sulla scelta della soluzione radicale dell’abbattimento.
I cittadini hanno evidenziato in queste ore come una cura efficace esiste già e che basterebbe applicarla con costanza. La proposta dei residenti prevede l’utilizzo dell’endoterapia, esattamente come avviene già per il salvataggio dei pini capitolini, una tecnica che vanta costi ridotti e una comprovata efficacia.
A questo si aggiungerebbe l’installazione di apposite gabbie di ghisa posizionate direttamente dalla base dei tronchi, un metodo meccanico semplice ed economico utile a impedire che le piante si possano piegare pericolosamente verso la strada.
Le reazioni dei residenti tra rabbia e rassegnazione
La decisione di abbattere l’alberata ha scatenato un’ondata di indignazione tra gli abitanti, stanchi di vedere il quartiere privato della sua identità. Molti cittadini esprimono il proprio dissenso sottolineando l’assurdità del provvedimento: “Ormai a Roma si taglia tutto ciò che richiede manutenzione, è una vergogna” commenta un residente, mentre altri fanno notare la bellezza dei viali fioriti aggiungendo che «questi colori rendono via Tripoli unica per tutta l’estate, cancellarli è una follia».
Tra i commenti emerge anche una forte diffidenza verso le promesse di reimpianto del II Municipio, con residenti che ricordano amaramente: “Toglieranno gli oleandri storici per lasciarci i vasi vuoti per anni, come è già successo altrove”.
Le polemiche sulla perdita del patrimonio storico
Le polemiche sollevate dai comitati romani toccano anche un profondo aspetto storico e architettonico. Gli oleandri del quartiere non mostrano grosse criticità strutturali e questo dato trova conferma nella splendida fioritura che puntualmente accompagna residenti e visitatori durante tutta la stagione estiva lungo questo e altri assi stradali romani.
Esiste inoltre un’importante correlazione culturale, che si è andata a creare e consolidare nel corso dei decenni, tra la presenza degli oleandri e le differenti epoche architettoniche che caratterizzano l’intero asse viario della zona.
I primi esemplari arborei di questa specie, come spiega il gruppo, vennero piantati originariamente nell’anno 1912 su via Tagliamento. Quell’intervento originario aveva la funzione di valorizzare l’estetica del quartiere senza mai nascondere le tante architetture di pregio circostanti, dando vita a una vera e propria simbiosi paesaggistica che si è sedimentata per più di 100 anni di storia cittadina.
La stessa strada oggi, viene proposta come esempio negativo giudicata ormai del tutto trasfigurata a causa dell’inserimento di “inutili essenze arboree” che hanno sostituito la storicità e la fioritura degli oleandri originari, e spezzando la continuità del paesaggio urbano centenario.




















