Narcotraffico e riciclaggio tra Roma, Spagna e Cina: estradato il pericoloso broker della droga Antonio Gala

Il super latitante Antonio Gala è accusato della gestione delle spedizioni di droga verso l'Italia e dei proventi illeciti verso la Cina: un blitz transnazionale ha interrotto i suoi affari

E’ stato estradato in queste ore il super latitante Antonio Gala: il broker internazionale della droga è atterrato a Fiumicino. Deve scontare una condanna definitiva a 18 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso. Era inserito nella lista dei ricercati più pericolosi, gestiva i carichi di cocaina e hashish dalla Spagna

Il super latitante Antonio Gala è accusato della gestione delle spedizioni di droga verso l’Italia e dei proventi illeciti verso la Cina: un blitz transnazionale ha interrotto i suoi affari

La sua storia criminale recente si consolida nel 2024, quando i Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna danno esecuzione a un provvedimento della Procura Generale di Napoli. Questo atto sancisce una condanna in via definitiva alla pena della reclusione di 18 anni.

Gala è stato giudicato colpevole di aver promosso e diretto un’associazione per delinquere finalizzata all’importazione, alla detenzione e alla commercializzazione di enormi quantitativi di sostanze stupefacenti, nello specifico hashish e cocaina.

Già a partire dal 2023, l’esponente di spicco della criminalità organizzata, inserito nella lista ministeriale dei latitanti più pericolosi, si era reso irreperibile, sfuggendo a un primo procedimento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Parallelamente, il suo nome è emerso al centro di una complessa inchiesta condotta a Roma dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma. Questa indagine della magistratura romana ha svelato la sua fitta rete di legami e affari illeciti gestiti proprio sul territorio della Capitale.

La struttura criminale gestita nell’ombra

Per muoversi nell’ombra e gestire l’intera struttura, l’uomo utilizzava sistemi di comunicazione avanzati e coperture all’estero. Si era stabilito stabilmente nella località spagnola di Marbella, una base strategica che gli permetteva di muovere i fili dell’organizzazione senza esporsi sul territorio italiano.

Da lì curava personalmente l’intero ciclo della logistica per l’approvvigionamento dei carichi, pianificando i viaggi per seguire la merce fino alla consegna al cliente finale. Lo strumento principale per eludere i controlli delle forze dell’ordine era l’utilizzo di chat protette denominate Sky-Ecc.

All’interno di queste conversazioni segrete, Gala parlava apertamente con i propri collaboratori definendosi esplicitamente un latitante. Questo sistema di messaggistica gli permetteva di inviare ordini precisi e coordinare gli spostamenti dei carichi sull’asse geografico che collegava la Spagna all’Italia, mantenendo il controllo assoluto su ogni singola operazione di trasporto.

Traffici e riciclaggio del denaro sporco

L’attività criminale guidata dal ricercato, si sarebbe concentrata sul traffico internazionale di stupefacenti e sul successivo reimpiego dei capitali accumulati. Nel corso delle indagini svolte dai finanzieri di Roma è emerso come il 31enne ricoprisse il ruolo di intermediario e gestore dei trasporti di hashish e cocaina per conto del sodalizio.

Oltre al passaggio della droga, l’uomo coordinava un vasto sistema di riciclaggio dei proventi illeciti. I soldi accumulati con la vendita delle sostanze stupefacenti venivano ripuliti e successivamente inviati in Cina, attraverso canali finanziari occulti.

Questo specifico filone d’indagine, denominato Fei Chien, è stato coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, proprio per disarticolare il legame economico tra il traffico di droga e il riciclaggio internazionale, un giro d’affari milionario che riforniva le piazze di spaccio italiane e in primis romane.

L’indagine

La cattura del latitante è il risultato di una lunga attività investigativa transnazionale che ha visto collaborare diverse forze di polizia europee. Le ricerche si sono basate su un continuo scambio di informazioni tra il nucleo di ricerca latitanti italiano e il corrispondente ufficio spagnolo, con il supporto di una rete operativa internazionale contro la criminalità organizzata.

Una sinergia che ha permesso di localizzare con esattezza il fuggitivo a Marbella e di arrestarlo il 30 marzo scorso. L’azione si è conclusa oggi con il trasferimento aereo e l’arrivo scortato a Fiumicino. Per il procedimento penale radicato presso la Procura della Repubblica di Roma, che è ancora in attesa di un giudizio definitivo, si ricorda che per l’indagato è valido il principio di presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza irrevocabile.