Un sabato di cortei ad altissima tensione. Roma si prepara a diventare il palcoscenico di una delicata e complessa gestione dell’ordine pubblico: per il prossimo 13 giugno si stima l’arrivo nella Capitale di circa 20mila manifestanti, molti dei quali in viaggio da tutta Italia a bordo di pullman e auto private.
Previsti cortei di estrema destra, movimenti Pro Vita, contromanifestazioni antifasciste e attivisti Pro-Pal. Piano di sicurezza in Questura per evitare il contatto tra le fazioni
Il focus delle autorità è puntato interamente sul pomeriggio, quando quattro diversi cortei con istanze diametralmente opposte attraverseranno la città. Un vero e proprio “sabato di passione” per la viabilità e la sicurezza dei romani, con il rischio concreto di paralisi del traffico e deviazioni stradali.
La mappa dei quattro cortei: da Prati a Porta Pia
La macchina della sicurezza dovrà gestire una geografia della protesta frammentata e speculare. Le mobilitazioni si concentreranno tutte a partire dal primo pomeriggio:
- Il corteo della “Remigrazione”: Promosso da Casapound e cartelli dell’estrema destra, partirà alle 15:00 da piazza della Libertà (Prati) diretto a piazza Risorgimento. Gli organizzatori parlano di “battaglia contro la sostituzione demografica” e annunciano la presentazione di una proposta di legge forte di 150mila firme.
- La Manifestazione Nazionale per la Vita: Organizzata da Pro Vita e Famiglia, si muoverà dalle 14:00 da piazza della Repubblica fino a porta San Giovanni.
- Il fronte antirazzista e antifascista: In risposta al corteo di Prati, una fitta rete di associazioni e sindacati (tra cui Cgil, Anpi, Arci, Roma Futura e Nonna Roma) si riunirà in un presidio antirazzista. Il corteo sfilerà dalle 15:00 da piazza dei Fori Imperiali (altezza Colosseo) fino a piazza Vittorio.
- La contromanifestazione Pro-Pal e antagonisti: I movimenti studenteschi, i collettivi per la casa e il sindacato Usb si sono dati appuntamento alle 15:00 a piazzale del Verano, da dove marceranno verso Porta Pia, proprio sotto la sede del Ministero dei Trasporti.
Clima rovente: l’appello per vietare la manifestazione e gli insulti web
Il clima politico che precede il weekend è già incendiario. Da giorni l’Anpi e diverse sigle della sinistra, tra cui Roma Futura, premono sul Prefetto e sul Sindaco affinché il corteo sulla “Remigrazione” venga vietato, definendolo “un’adunata pubblica per rivendicare la deportazione di massa di persone in ragione della loro origine”.
A surriscaldare gli animi ci sono anche le recenti tensioni all’Università La Sapienza – dove due giorni fa sono stati bruciati manifesti con il volto del ministro Matteo Salvini – e i gravissimi insulti razzisti comparsi sul web all’indirizzo di Kilian e Lukman. I due ragazzi di seconda generazione, colpevoli di aver scritto una lettera aperta contro la “remigrazione”, sono stati bersagliati da commenti violenti («Ci voleva Hitler con voi», «Torna nella giungla»), denunciati pubblicamente dalla Rete degli Studenti.
Il piano di sicurezza: Digos e intelligence per evitare contatti
Evitare il contatto tra le opposte fazioni è l’imperativo categorico di Prefettura e Questura. I dettagli operativi del maxi-piano di sicurezza verranno messi a punto domani pomeriggio durante un tavolo tecnico in Questura, che vedrà l’impiego sul campo di migliaia di agenti tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Il punto critico
Sebbene il corteo di Casapound a Prati e la contromanifestazione antifascista a Piazza Vittorio si svolgano in due quadranti distanti della città, gli analisti dell’ordine pubblico stanno esaminando con estrema attenzione la vicinanza geografica tra la partenza dei Pro Vita (piazza della Repubblica) e il percorso dei movimenti della sinistra, data la relativa vicinanza tra i due punti.
Gli uomini della Digos sono già al lavoro sul fronte dell’intelligence per monitorare i canali social e prevenire eventuali blitz isolati o tentativi di infiltrazione, nel tentativo di garantire il diritto a manifestare di ciascuna sigla scongiurando scontri di piazza.


















