Vacanze senz’acqua nell’Agro Falisco: l’ordinanza di non potabilità in una meta amata dai romani

Acqua non potabile e pericolo intossicazioni con l'impianto fuori uso per il trattamento dell'arsenico: il testo dell'ordinanza

L’incubo delle vacanze senz’acqua nell’Agro Falisco diventa realtà a Fabrica di Roma, dove l’ordinanza sindacale è stata firmata con urgenza in queste ore, per decretare la non potabilità temporanea della rete idrica Quartaccio. Il provvedimento si è reso necessario a causa dello spegnimento totale del potabilizzatore locale.

Acqua non potabile e pericolo intossicazioni con l’impianto fuori uso per il trattamento dell’arsenico: il testo dell’ordinanza

Il provvedimento amministrativo, firmato digitalmente dal sindaco Claudio Ricci, ha spaccato in due il territorio comunale, delineando una mappa del rischio idrico che sta sollevando forti preoccupazioni tra i residenti e i turisti all’inizio della stagione.

Mentre le frazioni di Faleri e Parco Falisco mantengono lo status di acqua perfettamente potabile, la situazione precipita drasticamente per la rete “Quartaccio” e per il centro urbano di Fabrica di Roma, dove l’acqua corrente non è più considerata sicura per l’organismo.

La nota ufficiale inviata dalla Società Talete descrive la necessità impellente di eseguire un massiccio intervento di manutenzione straordinaria e di bonifica chimico-fisica sull’infrastruttura principale denominata “FAB. 04 – Pozzo Quartaccio”, un blocco tecnico radicale che ha privato immediatamente la comunità locale della sua risorsa vitale primaria.

I dettagli inquietanti dell’infiltrazione e i pericoli

Dietro la formula burocratica della manutenzione si celano dettagli inquietanti emersi dai sopralluoghi tecnici eseguiti dopo un evento meteo di eccezionale intensità. Le piogge torrenziali hanno letteralmente sommerso le strutture protettive, provocando una massiccia infiltrazione di acqua piovana mista a sedimenti stradali fangosi e detriti vegetali direttamente all’interno delle vasche interrate di accumulo. Questo flusso contaminato ha causato il ripetuto fuori servizio dei macchinari e l’intasamento ostruttivo di pompe, filtri e valvole automatiche.

Lo scenario appare ancora più critico se si analizza la natura stessa dell’impianto colpito. Il sito di Quartaccio è un centro nevralgico progettato specificamente per il trattamento e l’abbattimento di elementi tossici pesanti come l’arsenico e i fluoruri. Lo spegnimento forzato dei sistemi di filtraggio comporta il rischio immediato che tali sostanze nocive e di origine vulcanica, insieme ai batteri trascinati dal fango stradale, finiscano direttamente nelle condutture domestiche.

Consumare quest’acqua esporrebbe la popolazione a potenziali tossinfezioni e all’assimilazione di metalli pesanti. Per mitigare i pericoli, l’ordinanza impone il divieto assoluto di uso potabile ed alimentare, autorizzando il flusso esclusivamente per gli impianti tecnologici e per l’igiene domestica superficiale.

La durata stimata della bonifica e le prescrizioni

Secondo il cronoprogramma ufficiale delle operazioni, i tempi stimati per l’intervento straordinario di pulizia, sblocco e bonifica generale si attesteranno sui due o tre giorni, salvo complicazioni nei test microbiologici successivi.

La Società Talete è impegnata a garantire la regolarità del flusso idrico continuo alla popolazione per evitare il prosciugamento delle tubature, ma l’acqua erogata rimarrà non potabile fino a nuove e contrarie disposizioni sindacali. Nel frattempo, gli uffici comunali, la Polizia Locale e la ASL di Viterbo sono stati allertati per vigilare sul rispetto dei divieti e per dare la massima diffusione possibile a un’emergenza che rischia di compromettere l’avvio delle attività ricettive e la serenità quotidiana dell’intero comprensorio falisco.