Un colossale furto di energia elettrica nel cuore di Roma è stato smascherato grazie a un’operazione congiunta delle forze dell’ordine. Tre donne sono finite in manette con l’accusa di aver sottratto elettricità per un valore complessivo che supera la cifra record mezzo milione di euro, attraverso la manomissione dei contatori.
Indagini stringono il cerchio intorno alle tre donne indagate: la manomissione sistematica dei contatori di energia elettrica, in diversi negozi della Capitale
Le protagoniste di questa complessa vicenda giudiziaria sono tre donne romane, individuate dagli investigatori come le menti e le materiali esecutrici di un sistema di frode collaudato nel tempo. Le tre indagate non erano affatto volti nuovi alle forze dell’ordine, poiché la loro attività illecita era già emersa in modo clamoroso nella primavera di quest’anno.
Lo scorso 16 aprile 2026, infatti, erano state colte in flagranza di reato e sottoposte a una prima misura restrittiva ai domiciliari. Nonostante quel primo provvedimento, le successive indagini hanno convinto il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma a emettere una nuova e mirata ordinanza di custodia cautelare a loro carico, notificata in queste ore per blindare l’accusa di furto aggravato commesso ai danni della rete di distribuzione di energia elettrica cittadina.
Il metodo della manomissione e il maxi danno
Il sistema utilizzato dalle tre donne per azzerare o ridurre drasticamente i costi delle bollette era tanto semplice quanto efficace. Il metodo si basava sulla manomissione diretta e fraudolenta dei contatori della corrente posizionati all’interno di numerose attività commerciali e sedi legali di società dislocate in vari quartieri della Capitale.
Alterando i meccanismi interni dei misuratori, le indagate riuscivano a far registrare consumi irrisori a fronte di un utilizzo massiccio di energia necessario a mandare avanti i negozi. Questo stratagemma ha consentito un risparmio illecito colossale, ma ha provocato una voragine finanziaria stimata in oltre mezzo milione di euro complessivi, un danno enorme che ha fatto scattare l’allarme dei tecnici della rete elettrica e il successivo intervento dei magistrati capitolini.
Le indagini congiunte e il blitz sul territorio
Le indagini che hanno portato all’emissione dei nuovi provvedimenti restrittivi sono state coordinate dal dipartimento criminalità diffusa e grave della Procura della Repubblica di Roma. L’inchiesta ha visto lavorare fianco a fianco i militari della Compagnia Carabinieri di Roma Parioli e gli specialisti del 5° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza.
Gli investigatori, avvalendosi anche del supporto del personale dei Gruppi Carabinieri Tutela Salute e Lavoro e dei tecnici specializzati di Areti Spa, hanno passato al setaccio i locali commerciali per verificare non solo le frodi energetiche, ma anche il rispetto delle norme tributarie, fallimentari, sulla sicurezza dei lavoratori e sull’igiene degli alimenti.
I successivi approfondimenti contabili e tecnici della Finanza e dell’Arma, hanno blindato il quadro probatorio a carico delle tre donne, dimostrando la sistematicità del furto. Attualmente il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.


















