Un magistrato caparbio quanto cordiale, da sempre rigorosamente lontano dai riflettori e descritto da colleghi e collaboratori come un autentico stakhanovista del diritto. Carlo Villani è il nuovo Procuratore Capo di Velletri.
Carlo Villani è il nuovo procuratore di Velletri, arriva dalla Dda di Piazzale Clodio. Nel suo passato l’antimafia a Catanzaro e la direzione dell’Alta Sicurezza al Dap
La nomina è arrivata direttamente dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), che ha votato il nuovo capo dell’ufficio giudiziario al termine di un serrato testa a testa. Villani, attuale sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Roma, ha ottenuto 15 voti a favore, superando di un soffio il concorrente diretto Giuseppe Patrone (fermatosi a 14 preferenze), che finora aveva guidato la procura castellana come facente funzioni. Due gli astenuti.
La decisione del Csm va a colmare la vacanza di un ufficio strategico, rimasto senza una guida formale da marzo 2025, anno del pensionamento del precedente Procuratore Capo, Giancarlo Amato.
La votazione ha registrato una netta spaccatura geopolitica e associativa dentro il palazzo di piazza Indipendenza: a sostenere Villani sono stati i consiglieri togati di Magistratura Indipendente (Mi) insieme ai laici di centrodestra, a cui si sono aggiunti i voti di Michele Papa ed Ernesto Carbone. Per Patrone si sono espressi invece i togati di Area, Md e Unicost, oltre ai laici e agli indipendenti.
Chi è Carlo Villani: la carriera del nuovo Procuratore di Velletri
Il profilo professionale di Carlo Villani racconta la storia di un inquirente di razza, cresciuto nelle trincee giudiziarie più calde del Paese ma fedele a uno stile di lavoro silenzioso e di totale dedizione istituzionale. Entrato in magistratura nei primi anni Duemila, Villani vanta un curriculum poliedrico che unisce l’esperienza sul campo contro la criminalità organizzata a ruoli di primissimo piano nell’amministrazione penitenziaria dello Stato.
I passaggi chiave della sua carriera
- La trincea antimafia a Catanzaro (2011-2014): Per quattro anni ha ricoperto il ruolo di sostituto procuratore in Calabria, coordinando inchieste di massima delicatezza contro la criminalità organizzata e i reati della Pubblica Amministrazione. Sue le firme su indagini storiche che hanno svelato le infiltrazioni della ‘Ndrangheta nella sanità calabrese e nei gangli degli appalti pubblici.
- Il ruolo al Ministero della Giustizia e al Dap: Successivamente all’esperienza calabrese, Villani è stato chiamato a Roma per assumere un incarico “fuori ruolo” di estrema responsabilità: la direzione dell’Ufficio Detenuti Alta Sicurezza all’interno del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), gestendo i regimi carcerari dei detenuti mafiosi sottoposti a stretto monitoraggio.
- Il rientro in Procura a Roma: Tornato a fare il pubblico ministero nella Capitale, ha lavorato inizialmente nel pool dedicato ai reati contro la Pubblica Amministrazione, per poi fare il suo ingresso nella Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) di Roma.
Dalla Dda di Roma a Velletri: le migliori inchieste da PM

A Roma, il nome di Carlo Villani si è legato a doppio filo ad alcune delle più importanti operazioni contro il riciclaggio e i reati finanziari della criminalità organizzata. Proprio qui è emersa la sua natura di “stakhanovista”, capace di tessere trame d’indagine monumentali senza mai cedere alla tentazione del protagonismo mediatico.
Nel pool antimafia capitolino, Villani ha applicato con rigore il metodo economico (follow the money), colpendo duramente gli investimenti dei clan nel tessuto commerciale della Capitale. Tra le sue inchieste più note figurano i maxi-sequestri ai danni di ristoranti di lusso, bar e catene commerciali nel centro di Roma riconducibili alle infiltrazioni della Camorra (in particolare a esponenti vicini al clan dei Casalesi e dei Mallardo).
Parallelamente, il magistrato ha firmato complesse indagini nel settore dei reati tributari transnazionali, smantellando colossali “frodi carosello” sull’Iva ordite da organizzazioni criminali collegate a colletti bianchi e attive in diversi Paesi dell’Unione Europea.
Le sfide sul territorio: perché Velletri è una Procura di frontiera
L’insediamento di Carlo Villani alla Procura di Velletri apre una nuova stagione per la giustizia della provincia romana. L’ufficio territoriale ha infatti una giurisdizione immenso e profondamente eterogeneo che si estende dall’area dei Castelli Romani fino al litorale meridionale, inglobando i comuni di Anzio e Nettuno.
Proprio le città costiere rappresentano un delicato fronte investigativo. Si tratta di territori storicamente caldi, già finiti al centro di pesanti inchieste antimafia per il radicamento di locali di ‘Ndrangheta e infiltrazioni criminali che, in passato, hanno portato persino allo scioglimento dei consigli comunali per mafia.
La scelta del Csm di inviare a Velletri un magistrato dal profilo caparbio, fortemente orientato al contrasto dei reati finanziari e della criminalità organizzata, rappresenta un segnale chiaro: la priorità dei prossimi anni sarà blindare l’economia legale della provincia e alzare la guardia contro i tentativi di infiltrazione nel settore degli appalti e della Pubblica Amministrazione locale.

















