Un cittadino recatosi al cimitero monumentale del Verano per commemorare i propri cari, ha filmato una situazione di totale e gravissimo abbandono. Le immagini documentano una fitta vegetazione selvaggia che ricopre interamente le pareti dei loculi, cancella i nomi sulle lapidi e ostruisce i corridoi di passaggio, trasformando il camposanto in una boscaglia.
Tombe sprofondate nel degrado e pareti dei loculi mangiate dai rampicanti. La denuncia di un cittadino in visita ai defunti: “Cimitero monumentale in totale abbandono”
“Guardate le condizioni delle tombe al Verano”. E’ con questa frase che inizia il viaggio nel degrado documentato in queste ore da un cittadino, che voleva solo portare un saluto e un fiore ai propri defunti, e si è trovato davanti a uno scenario surreale di degrado.
L’immagine è quella di un incuria sconfortante. Una vera e propria giungla che ha colonizzato i settori monumentali lungo un vialetto stretto, che un tempo era destinato al transito sereno dei visitatori e oggi ridotto a un sentiero impraticabile.
I rovi e le piante infestanti, sono cresciute direttamente dalle fessure del cemento, arrampicandosi lungo le pareti, e inghiottendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Un disastro e un incuria, che hanno spinto il visitatore, sconcertato da tanta indifferenza, ad accendere la telecamera del proprio smartphone per documentare i fatti punto per punto, lasciando parlare le immagini.
Lapidi e nomi cancellati dalla natura selvaggia
Il dettaglio più inquietante emerge avvicinandosi alle strutture che ospitano le sepolture. Intere file di loculi sono letteralmente sparite alla vista, totalmente coperte da una coltre verde di rampicanti e arbusti. Le foglie e i rami stringono le lapidi in una morsa, nascondendo le fotografie, le date di nascita e di morte e i nomi stessi dei defunti.
“Non si vede più nulla, è tutto coperto”, denuncia l’uomo nel video mentre tenta di farsi largo tra le frasche. In molti punti, la vegetazione spontanea ha persino divelto o spostato i vasi portafiori, lasciandoli capovolti o abbandonati sul pavimento in terra battuta, in mezzo alle foglie secche accumulatesi nel corso dei mesi.
Corridoi ostruiti e piante alte fino al soffitto
Proseguendo nel percorso poi, la situazione peggiora progressivamente. Le piante infestanti e i rami sporgenti non occupano soltanto le pareti, ma si protendono verso l’esterno fino a toccare il lato opposto del corridoio, riducendo ulteriormente lo spazio vitale per camminare.
In una delle sequenze più nitide del filmato, si nota un grande arbusto di fico cresciuto in modo anomalo proprio a ridosso delle sepolture superiori, le cui ampie foglie verdi oscurano completamente la luce e l’accesso ai loculi retrostanti.
“Guarda qui, c’è persino un albero che cresce sopra le tombe”, commenta l’autore della video denuncia, evidenziando come la mancanza assoluta di manutenzione e di potatura ordinaria abbia permesso alla natura di svilupparsi indisturbata fino a raggiungere altezze considerevoli, a ridosso dei tetti delle strutture.
La richiesta di ripristino del decoro e interventi immediati
I video registrati sul posto mostrano chiaramente che il livello di crescita delle piante procede da mesi, nella totale assenza di interventi di giardinaggio, mentre la denuncia con il passare delle ore, vede affiancarsi tanti altri visitatori che hanno cercano faticosamente di farsi spazio tra i rami per raggiungere le tombe dei propri defunti.
“Una situazione scandalosa” – ha dichiarato l’uomo che attende ora una risposta ufficiale da parte degli organi competenti, chiamati a ripulire con urgenza i settori invasi dalla boscaglia per restituire la dovuta dignità al cimitero del Verano.
“Non è possibile che le persone vengano qui a trovare i propri cari e debbano farsi largo a spinta tra i rami e le spine, affannandosi a cercare un nome cancellato. Chiedo formalmente che chi di dovere si muova e mandi subito una squadra a pulire. Non si tratta solo di tagliare l’erba, qui serve una bonifica totale e urgente per restituire il rispetto e la dignità che questo luogo e i nostri defunti meritano” – conclude.
















