A quasi 8 anni di distanza dai 58 arresti dell’operazione “Hampa” – il maxi blitz del 2018 per reati aggravati dal metodo mafioso – la V Sezione Penale della Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sul patrimonio del clan Gambacurta. Con l’ultimo verdetto, gli ermellini hanno decretato la confisca definitiva del centro sportivo Don Pino Puglisi e di tutti i beni riconducibili Gambacuta, già condannato a 30 anni di reclusione con sentenza passata in giudicato.
Svolta a Montespaccato dopo 8 anni di processi: la confisca definitiva blinda il futuro del centro sportivo Don Pino Puglisi
La confisca definitiva stabilita della Suprema Corte arriva al termine di una lunghissima e complessa battaglia legale durata otto anni, rimbalzata tra le aule di giustizia attraverso ben sei sentenze e diversi ricorsi. Nonostante i tentativi di difesa e una parziale revoca della misura nel 2024, il percorso processuale si è chiuso definitivamente con il pronunciamento dei giudici di secondo grado che ha blindato la confisca integrale di tutto il patrimonio.
Dalle ceneri del clan alla rinascita
Il percorso di rinascita del polo sportivo ha radici profonde, avviate subito dopo il maxi blitz del 2018. Già il 17 luglio di quell’anno, l’inserimento delle attività del Montespaccato Calcio e del Centro sportivo “Don Pino Puglisi” all’interno del Programma “Talento & Tenacia – crescere nella legalità” fu realizzato di concerto con il Tribunale di Roma. L’affidamento fu recepito dall’ASP “Asilo Savoia” nell’ambito di un accordo a costo zero per l’ente regionale, volto a sperimentare un modello innovativo di inclusione sociale. Da quel presidio di legalità, a seguito di un percorso di azionariato popolare lanciato il 21 aprile 2023, ha preso vita nel luglio dello stesso anno il nuovo “Gruppo Sportivo Montespaccato”, nato proprio per restituire definitivamente alla collettività l’eredità della ex Polisportiva sottratta al clan.
I danneggiamenti al Don Pino Puglisi dello scorso gennaio
Nel gennaio scorso, il centro sportivo Don Puglisi ha dovuto fare i conti anche con pesanti danneggiamenti subiti durante la notte. In quella circostanza vennero divelte porte e finestre, fu manomesso l’impianto, e non furono risparmiati nemeno frigoriferi e generi alimnentari.


















