Svegliarsi la mattina per andare al lavoro, scendere in strada e trovare l’auto senza sportelli oppure con una una ruota rubata e con il crick ancora infilato sotto la scocca. Immagini deprimenti che arrivano da Casal Palocco sia per Dino che si è ritrovato la fiancata destra completamente ripulita, sia per Francesca colpita già in passato dallo stesso gesto predatorio. Per lei, che ha scelto di denunciare l’accaduto sui social oltre che alle forze dell’ordine, è già la seconda volta che le ruote della sua automobile vengono rubate, nel giro di poco tempo.
Per Dino, invece, una triste sorpresa al risveglio di sabato 16 maggio scorso quando ha scoperto che la sua vettura, parcheggiata in viale Gorgia di Leontini purtroppo in una zona non inquadrata dalle telecamere del Consorzio, era stata depredata di entrambi gli sportelli.
Episodi di microcriminalità nel territorio di Ostia e del X Municipio che accendono nuovamente i riflettori su un fenomeno che non sembra non accennare a fermarsi e che sta esasperando i cittadini, costretti a fare i conti con danni economici e continui sacrifici.
Lo sfogo di un residente per una ruota rubata: «In caserma c’era la fila per denunciare. Ormai chi delinque sa di rischiare poco»
A rendere la situazione ancora più frustrante, secondo il racconto della vittima, è il senso di impotenza che accompagna il momento della denuncia. Nonostante la presenza di impianti di videosorveglianza nella zona, le risposte ricevute tratteggiano un quadro scoraggiante fatto di procedure lunghe e scarse probabilità di individuare i colpevoli a causa dell’oscurità notturna.

La misura del fenomeno nelle code per denunciare
La reale misura del problema, stando al racconto della vittima del furto, emerge con chiarezza all’interno della caserma, fotografata dalla lunga e deprimente coda di cittadini in attesa. Una fila indiana di residenti, tutti lì per sporgere denuncia per il furto delle proprie auto o degli pneumatici, che trasforma un reato odioso in una sorta di paradossale routine quotidiana e certifica come il fenomeno abbia ormai assunto i contorni di una vera e propria emergenza sociale nel quartiere.
Il rischio dell’abitudine al degrado
Ed è proprio il triste spettacolo delle file di cittadini derubati a generare una riflessione nella vittima, convinta che esista un rischio concreto di abituarsi al degrado. “Chi delinque – scrive su facebook – ormai sa perfettamente come funziona il sistema: i rischi sono quasi a zero, le conseguenze penali o amministrative quasi nulle, all’interno di una città paralizzata dalla burocrazia dove i cittadini vengono lasciati soli a gestire i danni. Nel frattempo, chi lavora, fa sacrifici e paga regolarmente tasse, assicurazione e bollo, non solo deve subire le perdite economiche, ma è persino costretto ad alzarsi la mattina con la paradossale speranza di ritrovare la propria macchina ancora intera sotto casa“.


















