Una lezione davanti al Ministero: flashmob dei docenti per chiedere l’adeguamento degli stipendi (FOTO)

Docenti e personale ATA con striscioni e cedolini stipendio in mano, per denunciare un vergognoso rinnovo contrattuale e l'adeguamento dei compensi al reale costo della vita

Flashmob docenti davanti al Ministero - canaledieci.it

Docenti e il personale ATA hanno promosso in queste ore una giornata di forte protesta nazionale davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma. La manifestazione si è sviluppata attraverso una forma di mobilitazione silenziosa, per richiamare in modo immediato l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulle problematiche del comparto.

Docenti e personale ATA con striscioni e cedolini stipendio in mano, per denunciare un vergognoso rinnovo contrattuale e l’adeguamento dei compensi al reale costo della vita

L’iniziativa di protesta ha preso il via nella mattinata odierna, attorno alle ore 11,30, raccogliendo un’ampia delegazione di lavoratori giunti per denunciare l’insufficienza degli aumenti contrattuali previsti dal recente rinnovo.

I manifestanti hanno scelto di dare vita a una vera e propria lezione pubblica dimostrativa direttamente sulle scalinate esterne del palazzo ministeriale.

Una spiegazione di fronte ai passanti, per illustrare in modo matematico e chiaro la reale entità degli incrementi salariali concessi, giudicati del tutto inadeguati rispetto all’impennata dell’inflazione e alla pesante perdita del potere d’acquisto che ha colpito i dipendenti pubblici negli ultimi anni.

Una lezione davanti al Ministero: flashmob dei docenti per chiedere l'adeguamento degli stipendi (FOTO) 1
Flashmob docenti davanti al Ministero – canaledieci.it

Successivamente, i partecipanti hanno dato vita al momento più simbolico e d’impatto del flashmob restando immobili e in perfetto silenzio per otto minuti consecutivi. Durante questa frazione di tempo, i professori e gli assistenti amministrativi, hanno mostrato i propri cedolini stipendiali, tenendoli ben sollevati sopra le teste.

Un espediente necessario per rappresentare, visivamente e concretamente, l’enorme distanza che separa il loro lavoro quotidiano svolto nelle aule scolastiche, dalla retribuzione mensile percepita.

Le rivendicazioni del personale e il nodo contratti

Al termine della coreografia silenziosa, la protesta si è trasformata in un’assemblea pubblica aperta, configurandosi come un momento di fitto confronto e partecipazione collettiva per delineare i dettagli della protesta.

Cartelli e striscioni esposti dai manifestanti hanno sintetizzato lo slogan principale dell’evento, focalizzato sull’unione tra docenti e assistenti tecnici e amministrativi per la difesa della dignità e contro l’accettazione di semplici briciole economiche.

Sulle carte mostrate dai lavoratori sono state evidenziate le ragioni della netta opposizione all’attuale gestione burocratica, al sistema dei bonus discrezionali e all’imposizione di continui incarichi extra rispetto al contratto nazionale, giudicati gravosi, imposti dall’alto e sistematicamente non retribuiti.

Ma la piattaforma di rivendicazione ufficiale presentata dai referenti della mobilitazione, ha posto soprattutto al centro del dibattito, la richiesta inderogabile di un adeguamento immediato degli stipendi base al costo reale della vita.

Un punto fermo, a cui si aggiunge giocoforza, anche a necessità di una stabilizzazione definitiva di tutto il personale precario che garantisce la continuità didattica, l’avvio di maggiori investimenti economici strutturali nella scuola pubblica, una reale valorizzazione professionale delle singole figure e un netto miglioramento generale delle condizioni quotidiane di lavoro nei plessi scolastici.