“Nel sottosuolo vecchi depositi di carburante”: denuncia shock sul pericolo roghi nell’area dell’ex stazione radio (VIDEO)

L'ex stazione "Italo Radio Roma" tra degrado e pericoli: nel rogo della scorsa estate, focolai invisibili nel sottosuolo, continuarono a bruciare per giorni

L’incubo degli incendi torna a scuotere La Romanina. Dopo il devastante rogo del 28 agosto 2025, i cittadini hanno consegnato al Municipio VII, prove video e fotografiche, per denunciare la totale assenza di manutenzione preventiva in vista dell’estate, e il rischio dei focolai che potrebbero alimentarsi nel sottosuolo.

L’ex stazione “Italo Radio Roma” tra degrado e pericoli: nel rogo della scorsa estate, focolai invisibili nel sottosuolo, continuarono a bruciare per giorni

Il 12 maggio scorso, durante l’assemblea pubblica, è emersa con forza la drammatica testimonianza di chi risiede in via Biagio Petrocelli.

Il materiale documentale inviato al Presidente Laddaga, descrive lo scenario inquietante avvenuto nell’agosto scorso, quando il fuoco, partito dalla biforcazione della Tuscolana tra sterpaglie e fogliame accumulato, ha raggiunto in pochi minuti il viale alberato che costeggia oltre dieci palazzine.

Le immagini mostrano le fiamme che attaccano la base dei tronchi dei pini, risalendo verticalmente lungo la corteccia secca. La vicinanza delle chiome agli edifici, distanti appena due metri, aveva trasformato le alberature trascurate in potenziali torce giganti, capaci di propagare il rogo direttamente ai balconi degli appartamenti.

Le criticità nei soccorsi e il fallimento della prevenzione

A poco meno di un anno da quella sciagura, uno degli aspetti più allarmanti e irrisolti, sollevati dai residenti, riguarda ancora, l’impossibilità logistica per i mezzi di soccorso di operare in sicurezza.

La carreggiata ridotta e la presenza di rami secchi penzolanti impediscono alle autopompe dei Vigili del Fuoco di incrociarsi o invertire la marcia. Una volta esaurita la riserva d’acqua, i mezzi sono così costretti a una lenta retromarcia fino alla Tuscolana, lasciando il fronte del fuoco libero di riavanzare.

A parlare in queste ore, il Comitato di Quartiere e i tanti testimoni, che in quei giorni si erano trovati di fronte all’evidenza di come neppure le barriere di erba tagliata e il viale asfaltato, potessero fermare la progressione dell’incendio. Le scintille erano state capaci di scavalcare le strade e aggredire i giardini privati delle palazzine, situate nei pressi delle Officine Marconi.

Il mistero sotterraneo dell’area archeologica

L’area colpita poi, non è un semplice terreno incolto, ma un sito di interesse per l’archeologia industriale, un tempo sede della stazione telegrafica “Italo Radio Roma”.

E un dettaglio particolarmente inquietante, emerso dopo l’ultimo rogo, riguarderebbe un focolaio sotterraneo rimasto attivo per circa cinque giorni, alimentato probabilmente da vecchi depositi di carburante interrati, che servivano i motori della stazione radio.

"Nel sottosuolo vecchi depositi di carburante": denuncia shock sul pericolo roghi nell'area dell'ex stazione radio (VIDEO) 1

Un fenomeno che non solo suggerisce la presenza di fonti di combustibile invisibili nel sottosuolo, che potrebbero riattivarsi a ogni nuovo incendio, ma che rende la bonifica del terreno, attualmente di proprietà di una società privata, una questione di preminente interesse pubblico.

L’appello per un intervento immediato

Nonostante le diffide inviate dall’amministratore di condominio alla proprietà del terreno, e le segnalazioni effettuate durante le assemblee municipali, ad oggi 15 maggio 2026 non risulta avviata alcuna operazione di messa in sicurezza.

I cittadini chiedono con urgenza il taglio degli alberi più pericolosi, la rimozione dei rami spezzati e una pulizia radicale dei margini stradali, prima che l’arrivo del caldo africano renda inevitabile un nuovo disastro.

La paura è che un incendio notturno, magari durante il periodo delle ferie, quando molti appartamenti sono vuoti, possa trasformare via Petrocelli in una trappola senza via d’uscita, a causa dell’incuria e del degrado vegetativo.