Fiori, dolore e rabbia per la tragedia di Lorenzo e Gianluca: residenti in rivolta contro l’incrocio della morte (FOTO)

Nel quartiere che piange Lorenzo Rapisardi e Gianluca Fino l'appello disperato per mettere in sicurezza l'incrocio: "Non vogliamo più bare né famiglie distrutte"

Viale Marconi si è trasformato in poche ore in un santuario di fiori e messaggi per Lorenzo Rapisardi e Gianluca Fino, i due motociclisti di ventuno e ventidue anni morti la sera del 10 maggio. E mentre il quartiere si stringe attorno alle famiglie, esplode la protesta contro la pericolosità di quell’incrocio dove i due giovani sono volati dalle moto senza più alzarsi.

Nel quartiere che piange Lorenzo Rapisardi e Gianluca Fino, l’appello disperato per mettere in sicurezza l’incrocio della morte: “Non vogliamo più bare né famiglie distrutte”

Il luogo del tragico impatto avvenuto la sera del 10 maggio, è oggi sommerso da fiori, regali e biglietti colmi di commozione per Lorenzo Rapisardi e Gianluca Fino.

I due giovani che viaggiavano in sella alle loro moto, sono le ultime vittime di un tratto stradale che i residenti hanno ribattezzato da anni come l’incrocio della morte. Tra viale Guglielmo Marconi, via del Valco di San Paolo e via Pincherle, il silenzio del lutto è interrotto solo dal viavai di chi depone un pensiero per queste due vite, che si sono spezzate troppo presto.

Gli amici e i conoscenti dei due ragazzi, rispettivamente di ventuno e ventidue anni, chiedono che questo sacrificio non venga dimenticato e che i loro nomi diventino il simbolo di una battaglia necessaria per la sicurezza di tutti.

La mobilitazione del comitato e la raccolta prove

Nelle ore immediatamente successive alla tragedia, i referenti del Comitato contro l’incrocio della morte di Marconi e Valco San Paolo, hanno lanciato un appello pubblico per raccogliere ogni informazione utile.

L’obiettivo è quello di mettere insieme testimonianze, racconti di precedenti feriti o documentazione di sinistri passati per creare un dossier completo da inviare alle istituzioni competenti.

I residenti spiegano che non è più possibile limitarsi a contare i morti e i feriti, ma serve raccogliere tutto il materiale possibile affinché nessuno resti vittima di quello snodo maledetto. La richiesta è rivolta a chiunque sia stato testimone dell’incidente o vittima di episodi analoghi in quel nodo stradale estremamente pericoloso dove confluiscono ben cinque diverse strade.

Le criticità evidenziate dai residenti di zona

Secondo quanto denunciato da chi vive nel quartiere San Paolo, la realtà quotidiana è scandita da frenate improvvise, urla e sirene dei soccorsi che troppo spesso arrivano per estrarre corpi dalle lamiere.

I residenti poi, hanno anche individuano della cause precise per questa strage continua. Si, perché oltre alla velocità elevatissime lungo viale Marconi, e il mancato rispetto dei semafori all’ordine del giorno, a pesare è anche l’illuminazione, del tutto insufficiente.

“Chi si immette da via Valco San Paolo lamenta una scarsa visibilità che rende ogni manovra un azzardo” spiega il Comitato che sottolinea come anche la conformazione stessa dell’area, priva di spartitraffico o di una delimitazione centrale dei flussi veicolari, trasforma quell’incrocio in una trappola mortale, specialmente durante le ore notturne, quando il traffico meno intenso spinge i guidatori a premere maggiormente sull’acceleratore.

Le proposte concrete inviate alle istituzioni

Il Comitato ha già stilato un elenco di interventi urgenti e non più rimandabili per mettere in sicurezza il quadrante.

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Tra le soluzioni prospettate, figurano la creazione di una grande rotatoria o di spartitraffico centrali, l’installazione di autovelox fissi su viale Marconi e l’aggiunta di telecamere per ricostruire correttamente le dinamiche degli incidenti.

Di vitale importanza infine, viene considerata la protezione dei marciapiedi, spesso scenari di incidenti d’auto che piombano sulle aree pedonali rischiando di compiere vere stragi di passanti. La richiesta è quella di rialzarli rispetto al livello stradale e dotarli di guard rails resistenti.

“Non vogliamo più bare né famiglie distruttedichiara un’utente che oggi si è fermata a lasciare un fiore accanto al luogo dell’incidente mortale -. E solo un intervento importante e tecnico immediato potrà mettere fine a questa tragedia continua che ha portato via anche Lorenzo e Gianluca” – conclude.