Un milione di articoli illegali tra gli scaffali: maxi sequestro di bigiotteria pericolosa alla stazione Termini (VIDEO)

Il punto vendita gestito da un cittadino straniero era un hub del commercio abusivo, pronto a rifornire di bigiotteria pericolosa, ambulanti e piccoli rivenditori al dettaglio

Oltre un milione di articoli di bigiotteria privi di ogni garanzia di sicurezza, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in un negozio a due passi dai binari della Stazione Termini. L’operazione ha svelato un canale di distribuzione illegale, che immetteva sul mercato prodotti potenzialmente pericolosi per la salute.

Il punto vendita gestito da un cittadino straniero era un hub del commercio abusivo, pronto a rifornire di bigiotteria pericolosa, ambulanti e piccoli rivenditori al dettaglio

L’intervento è scattato nell’ambito dei controlli delle Fiamme Gialle assicurano nel quadrante, con focus sulle aree intorno ai grandi snodi di transito. Qui i militari del 5° Nucleo Operativo Metropolitano hanno individuato un esercizio commerciale specializzato nella vendita di accessori e bigiotteria, che presentava diverse anomalie visibili già dalla disposizione della merce.

Una volta entrati nel locale per un accesso ispettivo, i finanzieri si sono trovati di fronte a una quantità enorme di prodotti pronti per essere venduti a ignari passanti e turisti.

La posizione del negozio, situato a pochi passi dai binari, garantiva ai titolari un flusso costante di clienti e una rapidità di smercio che rendeva ancora più urgente l’intervento delle autorità per bloccare la diffusione di beni non certificati.

Il metodo della vendita irregolare

Il sistema, si basava sulla sistematica violazione delle norme a tutela della sicurezza del consumatore e sulla concorrenza sleale. Il titolare dell’attività, un cittadino extracomunitario, utilizzava il punto vendita come una sorta di hub per articoli prodotti e importati senza rispettare i requisiti minimi di tracciabilità.

Molti dei gioielli e degli accessori esposti erano completamente privi delle indicazioni sulla provenienza, sui materiali utilizzati e sulle avvertenze in lingua italiana. Questo metodo permetteva di abbattere i costi di produzione e importazione, offrendo prodotti a prezzi molto bassi, e mettendo a serio rischio chi indossava i monili.

Il maxi sequestro

Al termine delle operazioni di conteggio e verifica, i numeri del sequestro si sono rivelati impressionanti: esattamente 1.015.520 pezzi sono stati posti sotto sigillo amministrativo.

La varietà della merce era vastissima, spaziando da collane e bracciali fino a piccoli accessori di abbigliamento, tutti accumunati dalla totale assenza di conformità al Codice del Consumo. Questo provvedimento ha permesso di togliere dalla circolazione un volume di beni che avrebbe inondato non solo il quartiere Esquilino, ma potenzialmente l’intera città attraverso ambulanti e piccoli rivenditori al dettaglio.

La merce è stata rimossa dagli scaffali e trasferita in depositi giudiziari, interrompendo definitivamente un circuito commerciale.