Paura al Pantheon: Raina svanisce tra la folla del centro, facendo scattare la macchina delle ricerche (FOTO)

Un istante di distrazione durante una foto ricordo, trasforma la vacanza della famiglia della piccola Raina in un incubo

Il cuore monumentale di Roma è diventato lo scenario di un incubo improvviso per una famiglia di turisti svizzeri, quando la loro figlia Raina, di soli sette anni, è svanita nel nulla tra la folla. In un attimo di distrazione per scattare una foto ricordo di Roma, è bastato a trasformare una bella giornata di sole in un dramma.

Un istante di distrazione durante una foto ricordo, trasforma la vacanza della famiglia della piccola Raina in un incubo

L’incubo è iniziato quando la famiglia ha raggiunto la suggestiva Piazza della Rotonda. Davanti alla maestosità del Pantheon, i genitori si sono così fermati per scattare una fotografia, un gesto di rito normalissimo, destinato a immortalare un ricordo felice.

È stato proprio in quel frangente però che, mentre l’obiettivo era puntato sui monumenti, che loro piccola Raina si è allontanata. In pochi secondi, la bambina è stata letteralmente inghiottita dal flusso incessante di turisti e passanti, gettando i genitori della piccolo nella totale disperazione.

Il silenzio della piccola, non più a portata di vista, ha immediatamente scatenato il panico tra la folla.

La macchina dei soccorsi: la ricerca frenetica degli agenti

In preda a una preoccupazione lacerante, i genitori si sono precipitati verso Antonio e Alessandra, due agenti del I Distretto Trevi in servizio di pattugliamento.

Con il fiato corto e la voce rotta dalla paura, hanno fornito una descrizione dettagliata della figlia, descrivendo l’abbigliamento e i tratti somatici della piccola.

Da quel momento, la “macchina delle ricerche” è scattata con una rapidità impressionante. Il comando ha coordinato via radio tutte le pattuglie presenti nell’area, creando un perimetro virtuale intorno al Pantheon.

Gli agenti hanno iniziato a perlustrare ogni vicolo, ogni negozio e ogni piazza limitrofa, consapevoli che per una bambina così piccola, in una metropoli sconosciuta, ogni minuto di solitudine aumenta il rischio di pericoli e traumi profondi.

Il ritrovamento

Mentre i genitori vivevano i momenti più lunghi della loro vita, la piccola Raina stava camminando da sola, visibilmente spaesata, allontanandosi sempre più dal punto del primo contatto.

È stata una pattuglia del Commissariato Porta Pia, composta dagli agenti Giovanni ed Angela, a notare una figurina esile e smarrita in via Quattro Novembre, a una distanza considerevole dal luogo della scomparsa.

Non appena gli agenti si sono avvicinati, la bambina ha mostrato segni di spavento, ma la sensibilità e la dolcezza dei poliziotti sono riuscite a tranquillizzarla. Raina era in buone condizioni di salute, ma il suo sguardo raccontava tutta la paura di chi si è sentito improvvisamente abbandonato in un mondo troppo grande.

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Il ricongiungimento e il ricordo degli “angeli custodi”

Pochi minuti dopo il ritrovamento, è avvenuto il tanto atteso incontro. Vedendo la figlia sana e salva tra le braccia degli agenti, la madre e il padre di Raina sono scoppiati in un pianto liberatorio, correndo ad abbracciarla.

La tensione accumulata è esplosa in un sorriso di sollievo che ha commosso anche i presenti. Prima di ripartire, la famiglia ha voluto scattare una foto con i poliziotti che avevano salvato la situazione, ribattezzandoli i loro “angeli custodi”.

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Per rendere il ricordo meno amaro, gli agenti hanno regalato alla piccola Raina delle figurine delle Volanti, trasformando quella brutta disavventura in un aneddoto di coraggio e protezione che la bambina porterà sempre con sé nel suo ritorno in Svizzera.