Un’inchiesta shock coordinata dalla Procura di Roma e condotta dalla Polizia Postale ha portato all’arresto di un campione della nazionale paralimpica. L’atleta si trova ora ai domiciliari con le pesanti accuse di stalking e tentata violenza sessuale nei confronti di alcune colleghe e un’allenatrice. Gli episodi attualmente oggetto di approfondite indagini, sarebbero accaduti nell’arco di cinque anni.
Dalle pretese feticiste al tentato stupro: indagine della Polizia Postale sulle accuse di stalking dell’atleta nazionale paralimpico ai danni di alcune colleghe e un’allenatrice
Le indagini condotte dagli inquirenti capitolini, avrebbero delineano un quadro di abusi sistematici dal 2019 fino al 2024.
Le accuse, secondo la Repubblica, non si riferirebbero a sporadici episodi, ma ad una serie di molestie digitali e fisiche. Secondo quanto emerso, l’indagato avrebbe preso di mira almeno cinque atlete della nazionale e un’allenatrice, all’interno del team paralimpico.
Il materiale probatorio raccolto dalla Polizia Postale si concentra in modo rilevante sull’invio di immagini intime e su una frequenza di contatti, non richiesti dalle vittime.
Dalle pretese assurde ad una presunta tentata violenza a Parigi
Tra i dettagli più inquietanti emersi dall’ordinanza di arresto, figura la richiesta avanzata ad un’atleta azzurra di consegnargli un perizoma rosso, da esibire come presunto “portafortuna” in vista delle Paralimpiadi di Parigi 2024.
Tuttavia, l’apice della gravità sarebbe stato raggiunto proprio durante lo svolgimento dei Giochi nella capitale francese: l’indagato, il campione paralimpico Matteo Bonacina, avrebbe tentato di abusare una compagna di squadra all’interno della stanza d’albergo dove la donna alloggiava.
Le indagini della Polizia Postale
Un ruolo cruciale nell’indagine in questa fase preliminare, è svolto dall’analisi forense dei dispositivi elettronici. Gli agenti della Postale hanno setacciato smartphone e computer, ricostruendo le modalità con cui l’uomo avrebbe agganciato le vittime per perseguitarle.
Le testimonianze delle atlete, incrociate con i dati tecnici, sono ora al vaglio degli inquirenti per confermare una natura seriale delle condotte. Sottoposte ad accertamenti poiché ritenute, strumenti di una strategia di stalking, anche le immagini intime indesiderate, inviate dall’indagato alle vittime.
La frequenza dei messaggi e il contenuto esplicito hanno fornito ai magistrati una prova documentale per giustificare la misura cautelare preventiva.
Al momento, l’indagato si trova agli arresti domiciliari mentre proseguono gli accertamenti per verificare se vi siano altre vittime coinvolte nella rete di molestie.
Come previsto dal codice di procedura penale, è opportuno ricordare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: l’accusato è da ritenersi non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva.


















