Incendio tossico alla Magliana: fiamme esplodono sulla ciclabile a ridosso del viadotto (VIDEO e FOTO)

Vigili del Fuoco in azione a Riva Pian Due Torri per domare le fiamme alimentate dai rifiuti: l'incendio minaccia la ciclabile e sottopassi, diventati depositi abusivi 

Una densa colonna di fumo acre è tornata a oscurare il cielo sopra il quartiere Magliana, scatenando il panico tra i residenti e i ciclisti che percorrono abitualmente l’area di Riva Pian Due Torri. Un incendio di vaste proporzioni è divampato lungo la pista ciclabile, a ridosso del viadotto, richiedendo l’intervento immediato dei soccorsi.

Vigili del Fuoco in azione a Riva Pian Due Torri per domare le fiamme alimentate dai rifiuti: l’incendio minaccia la ciclabile e sottopassi, diventati depositi abusivi

L’allarme è scattato quando le fiamme hanno iniziato a divorare sterpaglie e, soprattutto, cumuli di materiali depositati illegalmente sotto le campate del viadotto della Magliana.

In pochi minuti, il fronte del fuoco si è esteso minacciosamente verso Riva Pian Due Torri, rendendo l’aria irrespirabile a causa della combustione di materiali plastici e di scarto.

Sul posto sono giunti d’urgenza i Vigili del Fuoco, impegnati nelle difficili operazioni di spegnimento, coadiuvati dagli agenti dell’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale di Roma Capitale, che hanno messo in sicurezza l’area e gestito la viabilità compromessa dai fumi.

Incendio tossico alla Magliana: fiamme esplodono sulla ciclabile a ridosso del viadotto (VIDEO e FOTO) 1

La denuncia: lo smaltimento criminale dei rifiuti

Dietro l’ennesimo incendio che colpisce il quadrante non si nasconde l’autocombustione o la fatalità, ma una precisa e inquietante strategia di gestione illecita dei rifiuti. Secondo le denunce che arrivano dalle istituzioni locali, il rogo sarebbe l’esito di una pratica barbara utilizzata per eliminare velocemente scarti ingombranti e immondizia accumulata nel tempo.

“Prevale la modalità dello smaltimento dei rifiuti attraverso l’incendio”, denuncia con forza il consigliere del Municipio XI, Marco Palma. Si tratterebbe, dunque, di un sistema collaudato per “pulire” le aree occupate o i siti di discarica abusiva, con conseguenze devastanti per l’ambiente e la salute pubblica dei romani.

L’appello al Prefetto e la richiesta di sicurezza

A seguito del perdurare dell’emergenza roghi nel quadrante Magliana, in particolare nelle aree di via Asciano e Riva Pian due Torri, è stata formalizzata una richiesta urgente al Prefetto di Roma per la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

La gravità della situazione e la frequenza di questi episodi hanno spinto le autorità locali a richiedere un intervento di alto livello per fermare quella che è diventata una vera piaga urbana.

L’iniziativa punta a determinare percorsi di bonifica immediati e una gestione più efficace del territorio, con un’attenzione specifica ai viadotti e alle aree golenali spesso interessate da queste criticità.

Oltre alla richiesta di inibizione delle zone a rischio, si sollecita la creazione di una mappa interattiva degli incendi degli ultimi cinque anni per pianificare interventi mirati. Come sottolineato nella nota ufficiale indirizzata a Palazzo Valentini: “È necessario avviare strategie operative e ricognitive del territorio per bonifiche”.

Tra le proposte emerse vi è l’installazione di robuste cancellate e barriere, per blindare i sottopassi e impedire l’accesso a chi utilizza questi spazi come depositi di rifiuti o ripari precari da dare poi alle fiamme.

Un quartiere sotto scacco

L’episodio di Riva Pian Due Torri è solo l’ultimo di una lunga serie che vede la Magliana vittima di roghi tossici e degrado persistente.

La vicinanza della pista ciclabile, luogo simbolo della mobilità dolce e della riqualificazione urbana, rende il contrasto ancora più stridente: da una parte la Roma che vive all’aria aperta, dall’altra il sottobosco criminale che brucia materiali tossici nel cuore della città.

Mentre i Vigili del Fuoco completano le operazioni di bonifica per scongiurare nuovi focolai, i residenti attendono risposte concrete per non essere costretti, ancora una volta, a barricarsi in casa per l’odore insopportabile di immondizia bruciata.