Primo maggio violento: agguato con la pistola e accoltellamento a poche ore dal Concertone

Prima la pioggia di proiettili nell'agguato a est della Capitale, poi il mistero della lama di coltello estratta in sala operatoria che ha ridotto un giovane in fin di vita

Nella giornata del primo maggio, che invoca la pace e la sicurezza, il quadrante nord-est di Roma ieri si è trasformata in uno scenario di violenza inaudita. Tra agguati a colpi d’arma da fuoco nel quartiere Quarticciolo e accoltellamenti brutali nei pressi della stazione Tiburtina, due giovani lottano per la vita in ospedale.

Prima la pioggia di proiettili nell’agguato a est della Capitale, poi il mistero della lama di coltello estratta in sala operatoria che ha ridotto un giovane in fin di vita

La sequenza degli episodi più inquietanti, è iniziata nell’oscurità tra il 30 aprile e il primo maggio, all’interno del quartiere Quarticciolo, dove in Via Ostuni, intorno allo slargo che funge da centro per i traffici illeciti, il silenzio della notte è stato interrotto dalle esplosioni di numerosi colpi di arma da fuoco.

Un giovane di 23 anni, italiano di origini tunisine, è rimasto ferito durante l’azione di fuoco, venendo immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni. Sebbene ricoverato in prognosi riservata, i sanitari hanno fortunatamente escluso l’imminente pericolo di vita, nonostante la gravità dell’agguato subito in una zona dove il controllo del territorio si gioca spesso con il piombo.

L’antefatto: la dinamica dei due attacchi

Secondo le prime ricostruzioni fornite dai testimoni, l’attacco al Quarticciolo non è stato un gesto isolato, ma una vera e propria azione di forza: un gruppo composto da almeno tre individui armati si è affacciato all’ingresso della piazza e ha aperto il fuoco verso l’accesso allo slargo.

Solo poche ore prima, la violenza si era consumata nell’area della stazione Tiburtina. Qui, un 26enne di origine somala è stato trovato in una pozza di sangue nel piazzale dello scalo ferroviario. Il giovane, era riuscito a fuggire dall’area parcheggi dell’Autostazione Tibus dopo essere stato raggiunto da tre fendenti profondi.

Le indagini: rilievi scientifici e il dettaglio inquietante

Le indagini sono scattate immediatamente su entrambi i fronti. Al Quarticciolo, i Carabinieri della VII Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo, hanno lavorato per diverse ore per repertare i bossoli e ricostruire la traiettoria dei proiettili.

Contemporaneamente, al Policlinico Umberto I, emergeva il dettaglio più agghiacciante della nottata: durante un delicato intervento chirurgico sul 26enne ferito a Tiburtina, i medici hanno dovuto estrarre una lama d’acciaio che era rimasta conficcata interamente nella regione dorsale del giovane.

Un elemento che ha confermato la volontà degli aggressori di infliggere ferite letali. I Carabinieri della stazione Nomentana, stanno ora passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’autostazione, per dare un volto a chi ha impugnato il coltello.

La caccia all’uomo

Al momento, le autorità mantengono il massimo riserbo, ma la pressione investigativa è altissima. Sebbene i due episodi sembrino scollegati tra loro, rappresentano un segnale d’allarme per la sicurezza cittadina proprio in concomitanza con le festività del Primo Maggio.

Gli inquirenti stanno cercando di capire se l’agguato al Quarticciolo sia legato a un regolamento di conti per il controllo della piazza di spaccio. Per l’episodio di Tiburtina, invece, si scava nel passato della vittima per identificare il responsabile che, dopo aver affondato il coletllo per tre volte nel corpo del giovane, è riuscito a dileguarsi nel dedalo dei parcheggi della stazione.