Corteo della Liberazione: scoppia la tensione a Porta San Paolo, forze dell’ordine in azione

Frizioni tra simboli ucraini e vessilli Hezbollah: la Polizia interviene durante il Corteo della Liberazione Anpi per separare i gruppi ed evitare il peggio 

Nella foto di ADN Kronos la testa del corteo

Il corteo della Liberazione a Roma è stato squarciato da momenti di altissima tensione proprio ai piedi della Piramide Cestia nella tarda mattinata di oggi 25 aprile. Mentre migliaia di persone intonavano “Bella Ciao”, l’arrivo di un gruppo di manifestanti Radicali con bandiere ucraine, ha innescato una reazione furibonda, costringendo le forze dell’ordine a un intervento immediato per evitare che lo scontro verbale degenerasse.

Frizioni tra simboli ucraini e vessilli Hezbollah: la Polizia interviene durante il Corteo della Liberazione Anpi per separare i gruppi ed evitare il peggio

La celebrazione del 25 aprile 2026 a Roma, partita sotto i migliori auspici sul fronte della partecipazione con i Partigiani in testa il segretario della Cgil Maurizio Landini, ha vissuto il suo momento più critico a Piazza di Porta San Paolo.

La miccia della tensione è stata accesa dall’ingresso in piazza di circa dieci esponenti dei Radicali Italiani, che sventolavano vessilli dell’Ucraina. La loro presenza è stata percepita come una provocazione da una parte del corteo, scatenando un coro di fischi e insulti.

La piazza, già densa di bandiere rosse, dell’Anpi, ma anche di bandiere palestinesi, dell’Iran e di Hezbollah, è diventata improvvisamente una vasca ribollente di ostilità ideologica, che ha messo a dura prova il cordone di sicurezza.

L’intervento della Polizia e l’allontanamento forzato

Le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, sono dovute intervenire con estrema rapidità per separare i due gruppi. La tensione è stata palpabile quando il gruppo dei Radicali è stato circondato da manifestanti che contestavano la sovrapposizione tra la Resistenza italiana e il conflitto attuale in Europa dell’Est.

Per evitare che la situazione scivolasse verso un contatto fisico diretto, gli agenti hanno scortato e allontanato il piccolo nucleo di manifestanti ucraini fuori dal perimetro della Piramide.

Solo dopo diversi minuti di concitazione e urla, la situazione è tornata a una parvenza di normalità, permettendo al troncone principale del corteo di riprendere la marcia.

Una piazza frammentata tra pace e lotta

Nonostante la musica e i canti partigiani, la convivenza tra simboli radicalmente opposti — dalle bandiere di Emergency a quelle di Hezbollah — ha reso il clima elettrico per tutta la durata del tragitto verso Parco Schuster.

Se da un lato migliaia di cittadini manifestavano per ricordare la fine dell’occupazione nazifascista, dall’altro le frizioni geopolitiche hanno trasformato via Ostiense in un terreno di scontro politico

Il bilancio al momento è di dieci manifestanti allontanati, e fortunatamente nessun ferito, grazie all’intervento della Polizia, mentre migliaia di partecipanti sono in marcia verso Parco Schuster.