Il sentiero della Via Sacra ha una nuova, monumentale inquilina: tra i faggi e i lecci che portano verso la vetta di Monte Cavo, da qualche giorno ha fatto la sua comparsa “Flora”, una maestosa statua in legno alta più di cinque metri.
Alta più di cinque metri la statua è realizzata in legno di recupero: “Flora” comincia a attirare curiosi tra i boschi della Via Sacra
L’opera, firmata dall’artista di fama internazionale Marco Martalar, sta già scatenando un vero e proprio pellegrinaggio di curiosi, escursionisti e appassionati di fotografia, ben prima del taglio del nastro ufficiale.
Un magnete per i visitatori
Nonostante l’inaugurazione del Museo Diffuso del Bosco sia fissata per i prossimi giorni, il passaparola degli escursionisti prima e dei curioso poi ha anticipato i tempi. La statua, posizionata strategicamente nei pressi dell’edicola di Santa Rita, è diventata il soggetto più ricercato dei Castelli Romani.
I frequentatori abituali del bosco si fermano incantati: la figura femminile, dalle linee sinuose e primordiali, sembra emergere direttamente dalla terra.
Realizzata interamente con legno di recupero, la scultura di Martalar incarna un messaggio potente di rinascita e rispetto ambientale, integrandosi perfettamente nel paesaggio senza alterarlo, ma anzi, esaltandone la sacralità naturale.
Il Museo Diffuso: arte che respira
L’iniziativa, promossa da Valica, punta a trasformare il cammino verso Monte Cavo in un’esperienza sensoriale completa. La statua di Flora è solo la “capofila” di un progetto più ampio che comprenderà sentieri e punti di sosta per contemplare un panorama spettacolare dai laghi al litorale.
Il progetto si sposa con la filosofia dell’Experience Park, offrendo ai praticanti di trekking, mountain bike e nordic walking un motivo in più per frequentare questi sentieri: l’incontro ravvicinato con l’arte contemporanea. Nelle vicinanze, tra l’altro, già negli anni settanta era stata già posizionato un’altra statua moderna.
La firma di Martalar
Originario dell’Altopiano di Asiago, Marco Martalar è celebre per le sue opere monumentali (come il famoso Drago di Vaia) che nascono dal dialogo con la materia morta del bosco per ridarle vita.
“Il legno ha una sua vitalità naturale, emette una musica che l’artista deve saper ascoltare” dicono i collaboratori dello scultore.
Seguendo le fibre e la struttura originale dei rami e dei tronchi, Martalar ha consegnato a Rocca di Papa un simbolo di leggerezza e forza.
Flora non è solo una statua, ma un invito a rallentare il passo e a riscoprire, nel silenzio del bosco, il valore profondo della natura.





















