Un’esperienza all’insegna dell’ accessibilità, natura e cultura alla necropoli etrusca della Banditaccia, in via degli Inferi, a Cerveteri, dove famiglie, bambini e persone con disabilità hanno condiviso una giornata tra storia, socializzazione e scoperta del territorio. L’iniziativa rientra in un percorso di visite guidate del sistema bibliotecario sabatino, che coinvolge diverse biblioteche comunali tra Ladispoli, Cerveteri e Bracciano.
Iniziativa inclusiva alla necropoli di Cerveteri: visite guidate tra natura, cultura e percorsi di accessibilità per famiglie e persone diversamente abili
Il progetto è stato promosso da Daniele Renda, organizzatore di Disability Pride Italia, insieme al sistema bibliotecario, con l’obiettivo di rendere i percorsi culturali e naturalistici realmente fruibili da tutti.
A intervenire è anche Marco Cecchini, delegato del Comune di Ladispoli per il progetto inclusione sociale, che sottolinea il senso dell’iniziativa: “Questa è la prima serie di alcune gite organizzate insieme a Daniele Renda, che fanno parte di un percorso più ampio di visite guidate sul territorio”.
Cecchini aggiunge: “Questi sono momenti fondamentali per stare insieme e condividere la scoperta del territorio con tutte le sue ricchezze. Sarebbe importante intensificare ancora di più queste attività”.
L’esperienza è stata costruita come un percorso realmente inclusivo, capace di coinvolgere persone con diverse modalità di comunicazione e fruizione. “Questa esperienza punta a far conoscere delle pratiche che altrimenti non si conoscerebbero, per fare tutti insieme, in maniera diversa, la stessa esperienza”, spiega Daniele Renda, organizzatore di Disability Pride Italia.
Renda precisa: “In questo caso un’escursione universalmente accessibile, in cui chi utilizza la LIS, chi utilizza la comunicazione aumentativa alternativa, chi non utilizza nulla… fanno tutti insieme la stessa esperienza, ognuno a modo suo”.
A chiudere gli interventi è Romina Vignaroli, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cerveteri, che evidenzia il valore educativo e sociale dell’iniziativa: “Questi per me sono momenti fondamentali, perché permettono di condividere esperienze, conoscenza del territorio e crescita comune tra ragazzi, famiglie e persone con disabilità”.
Il progetto rafforza così il concetto di accessibilità come elemento centrale non solo per la fruizione dei luoghi, ma anche per la costruzione di comunità più inclusive e partecipative, con l’auspicio che iniziative simili possano continuare e ampliarsi nel tempo.
Servizio video di Fabio Nori

















