Il quadrante Est della Capitale sta vivendo una delle fasi più critiche della sua storia recente sul fronte dei trasporti. La sospensione del Trenino Giallo, la ferrovia Termini-Centocelle, seguita allo scontro tra due convogli avvenuto il 4 marzo a Ponte Casilino, ha aperto una ferita profonda nel tessuto sociale di quartieri come Torpignattara, Pigneto e Quadraro. Un’area densamente popolata che oggi si ritrova privata di un’infrastruttura storica, sostituita da bus che faticano a reggere l’urto del traffico urbano.
Pendolari a piedi e disagi per anziani e studenti: la risposta dell’assessore ai cittadini che chiedono soluzioni immediate per sopperire allo stop del trenino giallo
Da questo enorme disagio quotidiano, è nata una petizione e la mobilitazione dei comitati locali, portavoce dei residenti, che denunciano settimane di estrema difficoltà, parlando apertamente di un “dolore concreto” che colpisce le fasce più deboli.
Studenti che perdono quasi un’ora per coprire tratte precedentemente percorse in quindici minuti e anziani rimasti isolati a causa della minore accessibilità dei mezzi su gomma rispetto al piano banchina del trenino giallo.

La richiesta principale della comunità è chiara: non essere abbandonati in una “terra di nessuno” durante la lunga transizione verso la nuova tramvia. I cittadini non chiedono solo autobus in più, ma garanzie sull’affidabilità dei tempi di percorrenza e un coinvolgimento diretto nelle scelte che riguardano il loro territorio, esigendo un confronto che non sia solo calato dall’alto.
La scelta dell’Assessorato: sicurezza e risorse
Alle istanze dei cittadini L’Assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, ha deciso di rispondere con una lettera aperta, affrontato la questione in primis con l’ammissione della gravità della situazione, ma purtroppo, comunque confermando la linea dura sulla vecchia infrastruttura.
Dopo l’incidente, l’Ansfisa ha imposto prescrizioni stringenti, tra cui l’installazione del sistema train stop. Adeguare una linea destinata comunque alla chiusura avrebbe richiesto tra i 20 e i 25 milioni di euro.
Patané ha spiegato che investire cifre simili su una tratta che tra tre anni lascerà il posto alla moderna Linea G sarebbe stata una “sottrazione di risorse” irrazionale.
La scelta dell’amministrazione dunque è, senza veli, quella di accelerare sulla nuova tramvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata (un investimento da 268 milioni), accettando consapevolmente i pesanti costi sociali del presente per garantire un futuro stabile al trasporto su ferro del quadrante.
Il piano di emergenza e i nuovi bus
Per mitigare i disagi, l’amministrazione ha messo in campo tre interventi prioritari. Oltre al potenziamento della linea 105, è stata istituita la 105L, una variante espressa attiva nelle ore di punta che salta le fermate intermedie per collegare Centocelle a Termini in circa 20 minuti.
Parallelamente, è in fase di studio una linea dedicata specificamente a Torpignattara, il quartiere più penalizzato dall’assenza di fermate della Metro C, per collegarlo direttamente ai nodi di scambio di Malatesta o Centocelle.
Un tavolo permanente per il futuro
Accogliendo una delle richieste più pressanti dei comitati, l’Assessore ha poi proposto l’istituzione di un tavolo permanente mensile. Questo organismo vedrà la partecipazione del V Municipio, dei comitati, di Atac e Roma Servizi per la Mobilità.
L’obiettivo è monitorare in tempo reale l’efficacia del servizio sostitutivo, valutando anche l’ipotesi di navette circolari tra le stazioni della metro, proposta definita da Patanè come “un’idea tecnica intelligente” su cui si sta lavorando per verificarne la fattibilità economica.
La sfida della mobilità in questo quadrante non riguarda solo la logistica, ma anche la conservazione di un’identità storica. La trasformazione della Roma-Fiuggi in una tramvia moderna rappresenta il superamento di un’epoca, ma ora, l’impegno richiesto è soprattutto che il progresso infrastrutturale non cancelli il diritto al movimento dei cittadini.


















