Maresciallo fuori servizio si insospettisce e fa scattare un’operazione dei carabinieri che consente un maxi sequestro di droga del valore di circa due milioni e mezzo di euro.
Maresciallo fuori servizio si insospettisce, scatta un maxi sequestro di droga alla periferia nord di Roma
E’ accaduto a Prima Porta, periferia nord di Roma, dove il senso di responsabilità del militare ha consentito ai colleghi di sequestrare un carico di circa 20 chilogrammi di hashish appena consegnati da un motociclista al destinatario della merce pronta a essere immessa sul mercato degli stupefacenti.
L’operazione ha permesso di effettuare tre arresti e di arrivare al deposito dove era stoccato un quantitativo di droga ancora più significativo.
Il primo avvistamento è avvenuto in via Cabiate dove il sottufficiale dell’Arma, effettivo della Stazione Carabinieri di Roma Piazza Farnese ma libero dal servizio ha notato un uomo in sosta a bordo del proprio scooter, il cui atteggiamento ha destato sospetti.

Chiesti i rinforzi, l’uomo, un romano di 43 anni, è stato sottoposto a controlli da parte dei colleghi della Stazione di Roma Prima Porta e di quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile Sezione Operativa della Compagnia di Roma Cassia, con il coordinamento della Procura della Repubblica, dipartimento criminalità diffusa e grave.
La perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire circa 20 kg di hashish, suddivisi in panetti, tenuti all’interno di due borse frigo. La sostanza, come accertato nell’immediatezza, gli era stata ceduta poco prima da un soggetto uscito da un’abitazione della stessa via.

Gli ulteriori accertamenti hanno condotto all’identificazione del secondo uomo, 38 anni, disoccupato, già noto alle forze dell’ordine e la successiva perquisizione domiciliare, estesa anche al padre convivente, di 66 anni, pensionato, che hanno permesso di scoprire un vero e proprio deposito di sostanze stupefacenti.
Un normale controllo su strada
Quello che sembrava essere un normale controllo stradale si è trasformato in una delle operazioni antidroga più rilevanti degli ultimi mesi nella Capitale. Il bilancio finale parla di quasi mezzo tonnellata di stupefacenti sequestrati e tre persone arrestate, tra cui un pensionato, in quello che gli inquirenti definiscono un vero e proprio “hub logistico” dello spaccio.
Gli accertamenti immediati hanno permesso di ricostruire i movimenti del sospettato, filmato o individuato poco prima mentre riceveva il carico da un individuo uscito da un’abitazione vicina.
Il mega deposito
Seguendo la pista, gli agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento segnalato, identificando un 38enne disoccupato con precedenti specifici. La perquisizione, estesa anche al padre convivente di 66 anni, ha svelato uno scenario impressionante. L’abitazione fungeva da deposito principale: sono stati rinvenuti altri 459,4 kg di hashish e 5 kg di marijuana, oltre a bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e quattro telefoni cellulari utilizzati per gestire gli ordini.
Secondo le stime degli inquirenti, l’ingente quantitativo di droga, una volta immesso sul mercato al dettaglio, avrebbe fruttato circa 2,5 milioni di euro. Un colpo durissimo alla rete di approvvigionamento locale.
Per i tre uomini sono scattate le manette in flagranza di reato. Dopo il trasferimento nel carcere di Regina Coeli, il GIP del Tribunale di Roma ha convalidato i fermi: custodia cautelare in carcere per il 38enne e il 43enne, mentre per il padre 66enne sono stati disposti gli arresti domiciliari.
E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona fermata, denunciata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.

















