Dramma alle porte di Roma: dose di ketamina finisce nel box del bebè. Neonata lo ingerisce, è gravissima

La neonata in condizioni critiche dopo l'elitrasporto al Gemelli: indagini della Polizia di Stato hanno portato alla denuncia di tre persone e il sequestro della ketamina

L'eliambulanza del 118

Un pomeriggio di indicibile orrore ha sconvolto il complesso popolare dell’Albuccione alle porte di Roma, dove una neonata di appena 11 mesi è rimasta vittima di un’overdose da ketamina. La piccola, che ha ingerito accidentalmente la sostanza stupefacente mentre giocava in un box con un altro bambino, è stata elitrasportata d’urgenza al Policlinico Gemelli, dove tuttora lotta tra la vita e la morte in prognosi riservata.

La neonata in condizioni critiche dopo l’elitrasporto al Gemelli: indagini della Polizia di Stato hanno portato alla denuncia di tre persone e il sequestro della ketamina

Il silenzio del pomeriggio di sabato 18 aprile, intorno alle ore 16:00, è stato improvvisamente squarciato dalle grida strazianti di una donna italiana di 30 anni. La madre è scesa precipitosamente in strada, nel piazzale di Largo Vittorio Bachelet, stringendo convulsamente tra le braccia la figlia di nemmeno un anno.

La scena apparsa ai residenti è stata agghiacciante: la neonata appariva priva di sensi, con il volto visibilmente cianotico e una fitta schiuma bianca che le fuoriusciva dalla bocca, chiari segni di un collasso neurologico e respiratorio in atto. Le grida d’aiuto della donna hanno richiamato decine di persone dai palazzi popolari circostanti, mentre veniva allertata la centrale operativa del numero unico di emergenza.

La confessione e l’intervento della Polizia

All’arrivo della pattuglia del Commissariato di Tivoli, la situazione era prossima al punto di rottura. I sanitari del 118, giunti contemporaneamente, hanno riscontrato l’estrema criticità delle funzioni vitali della piccola. Incalzata dagli agenti e dai medici sulla possibile causa di quel malore così violento, la madre ha inizialmente fornito versioni confuse, per poi ammettere la terribile realtà: la bimba aveva assunto ketamina.

Secondo quanto ricostruito, la trentenne era arrivata da Roma per far visita a una coppia di amici residenti nel complesso. Mentre i bambini si trovavano nel box per giocare, una dose di droga che la donna teneva nascosta nel reggiseno sarebbe inavvertitamente caduta all’interno del recinto, venendo immediatamente ingerita dalla neonata.

Tensione e tentato linciaggio all’Albuccione

La notizia dell’assunzione della sostanza stupefacente si è propagata in pochi istanti tra i residenti, scatenando una reazione di furia collettiva senza precedenti. Una folla inferocita si è radunata attorno alla madre, tentando di aggredirla fisicamente per l’estrema negligenza mostrata. Gli agenti di Tivoli hanno dovuto operare con estrema fermezza per contenere la rabbia dei presenti, creando un cordone di sicurezza per proteggere la donna e garantire l’incolumità dei medici.

La gravità del quadro clinico ha richiesto l’intervento immediato dell’eliambulanza, che è atterrata poco lontano per trasferire la piccola nel minor tempo possibile verso il Policlinico Gemelli, dove la bambina rimane attualmente sotto stretta osservazione medica.

Perquisizioni e provvedimenti giudiziari

Mentre l’elicottero decollava verso Roma, gli investigatori del Pool Antiviolenza e della Sezione Anticrimine hanno dato inizio a una serrata attività di indagine all’interno dell’appartamento dove si era consumato il dramma. Le perquisizioni, protrattesi fino a sera, hanno portato alla luce una situazione di degrado legata alla circolazione di sostanze illecite.

Al termine degli accertamenti, la Polizia ha formalizzato la denuncia a piede libero per la madre della bimba e per i due componenti della coppia ospitante, un uomo e una donna, tutti ritenuti responsabili del reato di lesioni colpose gravissime. La posizione dei padroni di casa si è ulteriormente aggravata con una denuncia amministrativa per detenzione di sostanze stupefacenti, rinvenute durante le ispezioni nei locali dell’alloggio popolare.

Le indagini coordinate dal Commissariato di Tivoli mirano ora a stabilire se l’appartamento fosse una base abituale per il consumo di droghe sintetiche e quale fosse il reale livello di esposizione al rischio per l’altro minore presente nell’abitazione al momento del fatto.