Neonato di 15 giorni salvato in extremis a Roma: trovato nudo in un covo di droga tra muffa e macerie

Il neonato è stato trovato nudo su un materasso sporco accanto a 8.000 dosi di droga: la madre lo aveva rapito dall'ospedale

In un’abitazione fatiscente del IV Municipio, nella periferia est di Roma, la Polizia Locale ha portato a termine un intervento che ha strappato a una morte quasi certa un neonato di appena quindici giorni. L’operazione, scattata su delega della Procura per i Minorenni, ha svelato uno scenario di degrado umano e materiale difficilmente immaginabile.

Il neonato è stato trovato nudo su un materasso sporco accanto a 8.000 dosi di droga: la madre lo aveva rapito dall’ospedale

Gli agenti si sono trovati di fronte a un ambiente insalubre, caratterizzato da pavimenti lordi, cumuli di rifiuti, masserizie abbandonate e pareti scrostate dalle quali pendevano muffe e calcinacci. In questo contesto spettrale, il piccolo giaceva completamente nudo su un materasso logoro poggiato direttamente a terra, protetto soltanto da una sottile copertina, privato di ogni norma igienica elementare e del calore necessario alla sopravvivenza nei primi giorni di vita.

La scoperta del deposito di droga del valore di 70mila euro

Oltre alle disumane condizioni igieniche, la perquisizione ha rivelato che l’abitazione fungeva da vero e proprio hub per il traffico di stupefacenti nel quadrante est della capitale. Accanto alla culla di fortuna del neonato, gli agenti della Polizia Locale e il personale del Reparto N.A.E. (Nucleo Assistenza Emarginati), hanno rinvenuto circa 5 chilogrammi netti di sostanze stupefacenti, suddivisi tra marijuana e hashish. Le analisi tecniche hanno rilevato un principio attivo elevatissimo, pari al 18%, che avrebbe permesso il confezionamento di circa 7.914 dosi.

Il valore di mercato della droga sequestrata è stato stimato tra i 60.000 e i 70.000 euro. Insieme allo stupefacente, gli agenti hanno requisito materiale per il taglio e il confezionamento, bilancini di precisione, ingenti somme di denaro contante e diversi dispositivi informatici, a testimonianza di un’attività di spaccio professionale e radicata.

Il rapimento del neonato rappresenta l’antefatto ancora più inquietante di questa vicenda. Subito dopo il parto, la madre ha interrotto bruscamente il protocollo sanitario, scappando dalla struttura ospedaliera con il bimbo di pochissimi giorni. Questo gesto disperato ha impedito ai medici di somministrare le terapie neonatali e i controlli post-partum necessari, condannando il piccolo a una permanenza clandestina in un ambiente tossico e pericoloso, lontano da ogni presidio medico che potesse garantirne la sopravvivenza.

I provvedimenti giudiziari e la tutela del minore

Di fronte all’evidenza dei fatti, il compagno della madre, il 49enne romeno proprietario della droga, è stato immediatamente arrestato con l’accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e condotto in carcere. La madre del bambino, invece, è stata denunciata a piede libero per la sua complicità nella gestione dell’abitazione e per la grave incuria nei confronti del figlio. Il neonato è stato immediatamente prelevato e trasportato d’urgenza in una struttura ospedaliera specializzata in cure neonatologiche.

Qui, finalmente al sicuro, è stato affidato alle cure dei medici per recuperare lo stato di salute compromesso dalla mancanza di cure e dall’esposizione agli inquinanti domestici. L’Autorità Giudiziaria Minorile ha già avviato le procedure per valutare la decadenza della potestà genitoriale, cercando per il piccolo una collocazione che possa garantirgli un futuro lontano dall’orrore e dal degrado in cui era stato costretto a nascere.