L’archeologia del futuro approda a Piazza Navona tra modelli 3D e intelligenza artificiale

Il programma dell'iniziativa dedicata all'innovazione tecnologica e la ricostruzione dei siti archeologici, e la mostra a ingresso libero a Piazza Navona

Foto non collegata all'iniziativa

Da martedì 7 a sabato 11 aprile 2026, la cornice storica di Piazza Navona diventa il centro nevralgico del dibattito internazionale sulle nuove tecnologie applicate alla storia. L’École française de Rome ospita un’iniziativa dedicata alle pratiche digitali, dalla raccolta dei dati sul campo fino alla loro valorizzazione finale, per esplorare il nuovo mondo dell’archeologia e della conservazione dei beni culturali, e la loro fruizione attraverso strumenti all’avanguardia

Il programma dell’iniziativa dedicata all’innovazione tecnologica e la ricostruzione dei siti archeologici, e la mostra a ingresso libero a Piazza Navona

L’evento nasce da una collaborazione accademica di altissimo profilo che vede coinvolte istituzioni prestigiose come l’École polytechnique fédérale de Lausanne e il finanziamento del programma Horizon Europe dell’Unione Europea, che si inserisce in un quadro di ricerca europeo che mira a standardizzare l’uso del rilievo 3D e dell’intelligenza artificiale per proteggere siti monumentali a rischio.

I casi internazionali

Il programma si articola in diverse sessioni tematiche che affrontano sfide tecniche di rilievo mondiale, come la ricostruzione digitale della cattedrale di Notre-Dame di Paris o lo studio della Basilica di San Pietro tramite l’Intelligenza Artificiale.

Durante le giornate di lavoro, gli specialisti presenteranno anche casi studio che spaziano dalle tombe egizie di Kom Ombo fino ai sistemi difensivi delle antiche città etrusche

con una particolare attenzione rivolta alla creazione di modelli 3D ricostruttivi, strumenti ormai indispensabili per interpretare i dati archeologici e renderli accessibili al grande pubblico attraverso mostre affascinanti e immersive attraverso la realtà virtuale.

L’iniziativa dedicherà ampio spazio anche alla presentazione delle ricerche condotte da giovani provenienti da università italiane, francesi, svizzere e del Nord Africa, che vanno dall’architettura romana del basso Rodano fino alla metallurgia del rame nella Valle del Nilo.

Visite sul campo e conclusioni

L’iniziativa prevede momenti di osservazione diretta in alcuni dei siti più rilevanti del territorio romano e laziale. I partecipanti avranno l’opportunità di visitare l’area archeologica dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano e di assistere a dimostrazioni pratiche presso il Parco archeologico di Ostia Antica.

Spazi aperti e percorsi espositivi per i visitatori

Sebbene le sessioni tecniche dell’atelier sulle pratiche digitali siano riservate ai ricercatori selezionati, l’École française de Rome offre interessanti opportunità di approfondimento anche per i non addetti ai lavori che si trovano a passare per Piazza Navona. Al civico 62, infatti, è possibile accedere liberamente e senza prenotazione alla nuova galleria espositiva permanente dell’istituto.

In questo spazio, i visitatori possono scoprire la mostra documentaria dedicata ai 150 anni di storia e di scoperte dell’istituzione, attiva fino al 30 aprile 2026. Si tratta di un’occasione unica per il grande pubblico di osservare da vicino i risultati di decenni di ricerche archeologiche e storiche, immergendosi nel patrimonio culturale custodito nel cuore della Capitale attraverso documenti e materiali inediti.

L’École française de Rome mantiene una vocazione all’apertura, per questo, alcuni momenti istituzionali e lezioni magistrali possono essere resi fruibili al pubblico interessato, talvolta anche tramite dirette streaming.