Lutto nel calcio: scompare Gianluca Cherubini, l’ex giallorosso che ha sfidato la malattia con il suo grande talento 

Cresciuto con Totti e campione con l'Under 21 di Cannavaro e Vieri, la sua carriera di grande difensore scelto nell'Europeo '94, fu spezzata da un aneurisma in campo

Nella foto un ritratto del campione scomparso da giovanissimo - Qui AS Roma Libera

Il mondo del calcio italiano e la città di Roma piangono la scomparsa di Gianluca Cherubini, ex difensore che ha vestito maglie prestigiose e ha fatto parte di una delle generazioni più talentuose del calcio italiano. Cherubini si è spento all’età di 52 anni dopo aver combattuto a lungo contro una malattia che ne aveva minato il fisico già provato da mille battaglie, dentro e fuori dal rettangolo verde.

Cresciuto con Totti e campione con l’Under 21 di Cannavaro e Vieri, la sua carriera di grande difensore scelto nell’Europeo ’94, fu spezzata da un aneurisma in campo

La notizia, che ha fatto rapidamente il giro dei social, lascia un vuoto profondo in chi ne aveva ammirato la spinta sulla fascia e la forza d’animo nei momenti più bui della sua tormentata esistenza.

La sua vita fragile da talento tra i giganti

Nato a Roma, Gianluca Cherubini era un terzino moderno, capace di abbinare corsa e fisicità. La sua ascesa fu fulminea: si mise in luce con la Reggiana, diventando un pilastro della squadra che conquistò una storica salvezza in Serie A nella stagione 1993-94.

Quelle prestazioni gli valsero la chiamata nella Nazionale Under 21 di Cesare Maldini, con la quale si laureò Campione d’Europa nel 1994. In quella rosa figuravano nomi che avrebbero scritto la storia del calcio mondiale come Fabio Cannavaro, Christian Vieri, Pippo Inzaghi e Christian Panucci.

Nel 1995 poi, arriva la realizzazione del sogno di ogni giovane calciatore romano: vestire la maglia della AS Roma sotto la guida di Carlo Mazzone, condividendo lo spogliatoio con un giovanissimo Francesco Totti, al quale rimase legato da una profonda stima.

Il dramma in campo e la svolta del destino

La carriera di Cherubini, sebbene non esplosa secondo le premesse iniziali, continuò tra Reggiana e Vicenza, fino al drammatico episodio del 2006. Durante la sfida tra Novara e Giulianova, il difensore fu colpito da un aneurisma cerebrale.

Furono momenti di terrore: Gianluca rimase in coma per 12 giorni, sospeso tra la vita e la morte. Riuscì a risvegliarsi, ma quel malore segnò indelebilmente la sua parabola professionale e personale. Tentò un ritorno romantico al calcio giocato con il Chieti nel 2008, dopo una breve parentesi come vice allenatore alla Stella Polare in Promozione, ma il fisico non era più quello di un tempo e il ritiro definitivo divenne inevitabile.

Una vita vissuta sempre al limite

Gli ultimi anni di Cherubini sono stati segnati da difficoltà personali e problemi di salute sempre più gravi. Aveva affrontato e superato un tumore, ma viveva con un solo rene ed era costretto alla dialisi in attesa di un trapianto che non è mai arrivato.

Il suo ex compagno e amico Alessandro Battisti lo ha ricordato con parole cariche di dolore: “Non ci sono parole. Una vita a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone. Mi mancherai”. Anche la comunità dei tifosi giallorossi lo ha omaggiato attraverso una nota di “Qui AS Roma Libera”: “L’amicizia con Totti, la sfortuna e la sregolatezza hanno caratterizzato la sua vita che lo ha visto affrontare più mali. Riposa in pace Gianluca”.

Con lui se ne va un pezzo di quel calcio anni ’90 fatto di sogni grandi e fragilità umane, una vita vissuta senza mai risparmiarsi, fino all’ultimo respiro.