Ponte Lupo rinasce: al via i lavori per mettere in sicurezza il sito del Gigante dell’Acqua del 144 a.C. (FOTO)

L’appello del principe Urbano Barberini e 15 anni di battaglie diventano realtà: partono i lavori della Soprintendenza per il sito archeologico di Ponte Lupo. Madrina attiva del sito, fu Franca Valeri

Dopo oltre quindici anni di sensibilizzazione costante e battaglie per la tutela del patrimonio, è finalmente giunto il momento della rinascita per uno dei monumenti più imponenti e suggestivi della campagna romana. Sono ufficialmente partiti i lavori di consolidamento di Ponte Lupo, il maestoso viadotto dell’acquedotto Marcio risalente al 144 a.C., situato al km 30,100 di via Polense.

L’appello del Principe Urbano Barberini e 15 anni di battaglie diventano realtà: partono i lavori della Soprintendenza per il sito archeologico di Ponte Lupo. Madrina attiva del sito, fu Franca Valeri

Questo intervento rappresenta un punto di svolta fondamentale per la conservazione di un’opera ingegneristica di epoca romana che, per dimensioni e complessità, è nota in tutto il mondo come il Gigante dell’Acqua. L’avvio dei cantieri non è solo un atto tecnico di restauro, ma il coronamento di un lungo percorso di valorizzazione che ha visto la partecipazione attiva di istituzioni, associazioni e figure di spicco del panorama culturale italiano.

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Nella foto il Gigante dell’Acqua

La sinergia istituzionale e il ruolo del PNRR

L’opera di consolidamento strutturale è stata resa possibile grazie a un impegno corale guidato dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Sotto la direzione della dottoressa Daniela Porro e con il contributo tecnico dei funzionari Chiara Andreotti, Tiziana Parisi e Leonardo Nardella, il progetto ha trovato la sua copertura finanziaria e la sua cornice operativa nell’ambito dell’intervento PNRR “Caput Mundi”.

Questa iniziativa, posta sotto la supervisione del Ministero della Cultura guidato dal ministro Alessandro Giuli, mira a riqualificare i siti archeologici meno noti ma di immenso valore storico. Fondamentale è stato anche il supporto della Commissione Cultura della Camera, presieduta dall’onorevole Federico Mollicone, che ha riconosciuto l’urgenza di intervenire su un sito che rischiava il degrado irreversibile nonostante la sua importanza millenaria.

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Nella foto uno scorcio sull’imponente acquedotto a Ponte Lupo

L’impegno di Urbano Barberini per l’Agro Romano

Il vero motore di questa rinascita è stato il Baliaggio Barberini insieme all’Associazione “Ponte Lupo il gigante dell’acqua”. Urbano Barberini, nome completo Principe Urbano Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, attore, autore e discendente della storica casata romana, ha dedicato anni alla difesa di questo sito. In qualità di curatore del festival “Ponte Lupo, il Gigante dell’Acqua – Festival dell’Agro Romano Antico”, Barberini ha saputo trasformare un monumento isolato in un polo di attrazione culturale.

Il festival, che si svolge tra trekking, degustazioni e incontri letterari, ha avuto il merito di riavvicinare il pubblico alla bellezza cruda e autentica del paesaggio tiburtino-prenestino.

Esprimendo la sua soddisfazione per l’inizio dei lavori, Barberini ha dichiarato: “Con molta gioia ci tengo a comunicare che sono iniziati i lavori di consolidamento di Ponte Lupo 144 A.C. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’impegno, la generosità, la passione e l’intelligenza di quella magnifica creatura che è la Soprintendenza Speciale di Roma”.

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Nella foto una vista dall’alto del sito di Ponte Lupo

Una rete di tutela tra associazioni e territorio

Il successo di questo progetto affonda le radici in una fitta rete di collaborazioni che hanno coinvolto il FAI (Fondo Ambiente Italiano) attraverso la presidenza di Marco Magnifico e il sostegno storico di Andrea Carandini e Ilaria Borletti Buitoni. Accanto a loro, il contributo scientifico e divulgativo di Rita Pomponio per il Sesto Municipio, l’appoggio di Stefano Biagi per NAIMA e la costante presenza dei Carabinieri di San Vittorino e del comandante Pietro Di Iorio.

La salvaguardia di Ponte Lupo ha visto anche il coinvolgimento di realtà come Sotterranei di Roma, guidata da Marco Placidi, e l’associazione Luoghi Segreti a due passi da Roma di Luigi Plos. Questo sforzo collettivo ha beneficiato del sostegno di figure eccezionali come Corrado Augias e la compianta Franca Valeri, storica madrina del sito, che per anni ha prestato la sua voce e il suo prestigio alla causa del Gigante dell’Acqua.

Il futuro: accessibilità e distretto archeologico rurale

L’obiettivo finale dei lavori è quello di rendere Ponte Lupo pienamente accessibile e sicuro per tutti i visitatori. Al termine del restauro, il pubblico potrà finalmente esplorare settori del monumento che per decenni sono rimasti interdetti per motivi statici.

Tuttavia, la visione di Barberini e delle istituzioni coinvolte va oltre il singolo restauro: l’idea portante è la creazione di un distretto archeologico rurale Tiburtino Prenestino. Questo modello prevede una sinergia profonda tra le aziende agricole locali, considerate le vere sentinelle del territorio, e i beni naturalistici. Attraverso un’economia sostenibile e diffusa, il patrimonio culturale diventa un volano per la valorizzazione del paesaggio agrario, garantendo che la protezione del monumento sia supportata da una comunità attiva e consapevole del proprio tesoro storico.