Emergenza ambientale nel campo nomadi di Acilia: enorme discarica a cielo aperto fa paura al quadrante (FOTO)

Lo scandalo della discarica nel campo nomadi fermo al piano Alemanno: paura per possibili roghi tossici a pochi metri dai binari della Roma-Lido

Nella foto la discarica di rifiuti ripresa dal Viadotto Nuttal - canaledieci.it

L’immagine che si staglia a ridosso del viadotto Nuttal, tra Acilia e Dragona, negli ultimi tempi non lascia spazio a interpretazioni bucoliche. Nonostante le promesse decennali e i piani di integrazione mai pienamente compiuti, il quadrante compreso tra via Ortolani e la direttrice Ostiense si è trasformato in una zona franca del degrado. Il campo nomadi che dovrebbe essere un villaggio attrezzato, nato con l’intento di regolarizzare la presenza storica di alcune famiglie, oggi appare come un monumento all’abbandono istituzionale. Oggetto dell’ultima denuncia corale della collettività, che ogni giorno attraversa questo snodo, è un’enorme discarica di rifiuti che ricopre larga parte del terreno, insieme alle casette e le roulotte. 

Lo scandalo della discarica nel campo nomadi fermo al piano Alemanno: paura per possibili roghi tossici a pochi metri dai binari della Roma-Lido

La storia del campo di via Ortolani affonda le radici in un passato amministrativo che sembra ormai remoto, ma i cui effetti sono più che mai attuali. Già nel 2013, questa specifica area era stata inserita nell’elenco ufficiale delle tredici strutture che l’allora sindaco Gianni Alemanno aveva promesso di stabilizzare e riqualificare attraverso il “piano nomadi”.

All’epoca, si parlava di fondi stanziati per trasformare gli insediamenti spontanei in villaggi della solidarietà dotati di servizi primari e strutture dignitose. All’interno del campo, in effetti, risiedono nuclei familiari che nel corso di tredici anni hanno cercato una reale integrazione nel tessuto locale di Acilia. Tuttavia, la trasformazione strutturale non è mai arrivata, lasciando le casette e le roulotte in un limbo burocratico. Oggi ad essere progredito è solo un inaccettabile accumulo di rifiuti e materiali di scarto in ogni angolo disponibile del terreno.

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Nella foto la discarica di rifiuti ripresa dal Viadotto Nuttal – canaledieci.it

Il terreno trasformato in deposito illegale

Un dettaglio di non poco conto riguarda proprio il suolo su cui sorge l’insediamento e la relativa discarica. Si tratta di un’area situata a pochissima distanza dal deposito dell’ATAC e, proprio a ridosso del parcheggio privato riservato ai veicoli dei dipendenti.

Chi lavora per il trasporto pubblico romano si trova quindi, quotidianamente, a parcheggiare la propria auto a pochi metri da montagne di ingombranti che sembrano crescere di ora in ora. La vicinanza con la tratta della Metromare, l’ex ferrovia Roma-Lido, rende lo scenario visibile a migliaia di pendolari che, nel tratto compreso tra le stazioni di Ostia Antica e la nuova fermata di Acilia Sud, osservano impotenti la distesa di rifiuti che a dir poco, contamina il paesaggio urbano.

La protesta dei pendolari e il pericolo roghi

Le segnalazioni dei cittadini che transitano sul cavalcavia Nuttal per immettersi sulla via Ostiense sono diventate un flusso costante di indignazione. Chi passa con l’auto sul ponte gode di una visuale privilegiata, e purtroppo deprimente, sull’ammasso di materiale deperibile e tossico che giace sul suolo.

Il timore principale della cittadinanza non riguarda solo l’estetica o l’odore acre che spesso sale dall’area, ma il concreto rischio di incendi. In un quadrante così densamente popolato e strategicamente importante per la mobilità ferroviaria, la presenza di una tale massa di rifiuti altamente infiammabili rappresenta una bomba a orologeria.

Un eventuale rogo non solo sprigionerebbe fumi nocivi per i residenti di Dragona e Acilia, ma potrebbe portare nella migliore delle ipotesi al blocco della circolazione ferroviaria, paralizzando il collegamento tra il litorale e il centro di Roma, e nella peggiore ad un avanzata del fuoco che può mettere seriamente in pericolo incolumità del personale dell’azienda di trasporti.

L’allarme ambientale e l’inquinamento del suolo

Oltre alla superficie, preoccupa ciò che sta accadendo nel sottosuolo. Gli sversamenti incontrollati includono non solo vecchi mobili o scarti edilizi, ma potenzialmente anche sostanze chimiche, oli esausti e materiali organici in decomposizione.

Questi rifiuti potrebbero aver già compromesso la salubrità del terreno, infiltrandosi nelle falde superficiali in un’area che, storicamente, è sempre stata caratterizzata da una forte presenza idrica. Le stesse famiglie del campo convivono quotidianamente con questa minaccia invisibile, respirando polveri e toccando superfici contaminate. La mancanza di interventi di bonifica tempestivi rischia di rendere permanente un danno ambientale che inizialmente era limitato a pochi metri quadrati.

Un appello alle istituzioni per la bonifica

La denuncia odierna che ci è giusta dai residenti, è l’ennesimo grido d’aiuto di un territorio che non vuole rassegnarsi a vedere i propri spazi trasformati in pattumiere a cielo aperto: “La coesistenza tra il parcheggio aziendale, i binari della Metromare e l’insediamento abitativo richiede una gestione che sta mancando da troppo tempo – ha dichiarato un utente -. E necessario che l’amministrazione riprenda in mano il dossier di via Ortolani, non solo per dare seguito alle promesse di ristrutturazione mai onorate, ma per avviare una rimozione coatta di tutti i rifiuti presenti.

L’appello arriva proprio nelle stesse ore in cui le squadre dei vigili del Fuoco stanno operando per l’incendio in un insediamento abusivo a ridosso della Tenuta di Caste Porziano.