Il pericolo invisibile: report svela la mappa incompleta dell’amianto nelle scuole di Roma e Litorale romano

Oltre 140 gli edifici a rischio tra la Capitale e Provincia: l'amianto nelle scuole di Roma e Litorale romano emerge spesso solo per caso durante i lavori

Tettoia in amianto a vista

La sicurezza degli edifici scolastici della Capitale torna al centro del dibattito pubblico dopo la presentazione del recente report dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) presso il Campidoglio. Nonostante gli sforzi profusi nelle ultime amministrazioni, la presenza di amianto nelle scuole di Roma e litorale romano rimane una realtà documentata ma non ancora pienamente mappata.

Oltre 140 gli edifici a rischio tra la Capitale e Provincia: l’amianto nelle scuole di Roma e Litorale romano emerge spesso solo per caso durante i lavori

Il dato emerso dalla Sala del Carroccio parla di circa 140 edifici, tra il Comune e la Città Metropolitana, in cui è accertata o fortemente sospettata la presenza di materiali contenenti fibre asbestiformi. La criticità maggiore risiede nel fatto che, troppo spesso, la scoperta di queste sostanze avviene in modo accidentale durante interventi di manutenzione ordinaria, esponendo lavoratori e studenti a rischi evitabili.

Il caso del X Municipio e la carenza di dati sistematici

Un focus particolare merita la situazione del X Municipio, dove l’analisi dell’Ona ha evidenziato luci e ombre nella gestione del patrimonio edilizio. Per quanto riguarda l’amianto nelle scuole del Litorale romano infatti, nel territorio era stato programmato un importante intervento di bonifica per il 2025, segno di una volontà politica di intervenire sulle strutture più datate della costa.

Tuttavia, l’amministrazione locale aveva ammesso l’assenza di una mappatura sistematica e preventiva dell’intero parco scolastico del distretto. Questo significa che, anche sul litorale, la prevenzione non segue un piano organico ma procede per emergenze o scoperte fortuite, rendendo difficile stabilire con certezza quali plessi siano realmente “asbestos-free”.

Criticità strutturali e dispersione documentale

Il monitoraggio dell’amianto nelle scuole di Roma e Litorale romano si scontra con ostacoli burocratici e gestionali non indifferenti. L’indagine promossa dall’avvocato Ezio Bonanni ha rivelato che molte amministrazioni municipali non hanno completato la trasmissione della documentazione richiesta tramite l’accesso agli atti.

Casi limite si registrano nel Municipio XIV, dove è emersa la perdita di parte della documentazione storica relativa alle bonifiche già effettuate, mentre nel Municipio XI la situazione appare meglio documentata con oltre 75 elementi pericolosi individuati. E’ questa frammentarietà informativa, ad impedire di avere una regia complessiva, trasformando la rimozione dell’amianto nelle scuole in una serie di interventi isolati piuttosto che in una bonifica coordinata.

Risorse economiche e il ruolo del PNRR

Per far fronte alla manutenzione straordinaria e alla messa in sicurezza, la Città Metropolitana sta mettendo in campo risorse ingenti, attingendo in gran parte ai fondi del PNRR. Sono stati attivati investimenti per oltre 210 milioni di euro, destinati a circa 210 cantieri scolastici per risolvere problemi statici, antincendio e legati alla presenza di amianto nelle scuole romane.

Tuttavia, la sfida resta enorme se si considera che l’area metropolitana gestisce circa tre milioni di metri quadrati di lastrici solari e che, per anni, i tagli lineari all’edilizia scolastica hanno portato molti plessi vicino al punto di implosione. E la dotazione ordinaria di soli 3 euro al metro quadro per la manutenzione, è stata definita ovviamente insufficiente per garantire controlli periodici efficaci senza l’ausilio di fondi straordinari.