Oggi, domenica 29 marzo 2026, a Roma, tra Circonvallazione Tuscolana e via Lemonia, una giornalista del Tgr Lazio e la sua troupe Rai sono state vittime di una nuova aggressione da parte di gruppi anarchici. L’episodio arriva solo una settimana dopo un precedente attacco, confermando un clima di forte tensione contro i cronisti sul campo.
Una troupe del Tgr Lazio è stata minacciata e danneggiata durante un presidio non autorizzato. La Rai condanna l’aggressione e ribadisce la tutela della libertà di stampa
La troupe si trovava sul posto per documentare un presidio non autorizzato organizzato in memoria di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, due anarchici morti nel tentativo di realizzare un ordigno.
Durante l’intervista, la giornalista stava ponendo una semplice domanda a uno dei partecipanti, ma è stata minacciata verbalmente e le è stato strappato il microfono, gettato a terra.
L’episodio ha costretto la redazione a interrompere immediatamente le riprese, con gravi rischi per la sicurezza dei giornalisti.
Al termine del presidio, le autorità hanno disposto il fermo preventivo di 91 persone, a conferma di un contesto altamente pericoloso e non autorizzato.
La Rai ha espresso la propria solidarietà alla giornalista e alla troupe del Tgr Lazio, ribadendo che nessuna forma di intimidazione, verbale o fisica, può essere accettata: “La Rai esprime ferma condanna per l’ennesima aggressione da parte di anarchici a una giornalista e a una troupe del Tgr, avvenuta stamane durante un presidio non autorizzato a Roma. La giornalista stava semplicemente ponendo una domanda quando è stata minacciata e il suo microfono gettato a terra.”
L’azienda ha sottolineato che il rispetto per il lavoro dei giornalisti è essenziale per la tutela della libertà di stampa e per la qualità della vita democratica del Paese.
La presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha sottolineato come l’aggressione subita oggi dalla troupe del Tgr Lazio non possa più essere considerata un episodio isolato da archiviare con la solita indignazione passeggera. Secondo Floridia, il ripetersi di simili atti dimostra una deriva preoccupante verso i giornalisti, minacciati mentre svolgono il loro lavoro. “Colpire chi racconta i fatti non rafforza alcuna causa, non conferisce più forza a una protesta e non rende più credibile una rivendicazione. Al contrario, la indebolisce”.
Barbara Floridia ha poi aggiunto: “Senza un’informazione libera e rispettata, si perde un pezzo fondamentale di democrazia. Solidarietà alla giornalista e alla redazione del Tgr Lazio. E un punto fermo che non dovrebbe nemmeno essere in discussione: chi informa non si tocca”.
Anche i sindacati Rai e la politica hanno espresso preoccupazione, definendo l’episodio un grave attacco alla stampa e alla democrazia. Le dichiarazioni hanno evidenziato come simili aggressioni non rafforzino alcuna causa, ma ne indeboliscano la credibilità e minino il diritto dei cittadini a ricevere informazioni corrette.
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