Dopo anni di assenza, a Santa Marinella torna una delle tradizioni più sentite: quella dei Facchini di San Giuseppe, simbolo della festa patronale che nel weekend scorso ha animato la città con eventi, fede e partecipazione.
A Santa Marinella torna la tradizione dei Facchini di San Giuseppe: festa patronale tra processione, eventi e iniziative con i bambini per riscoprire identità e memoria storica
Un’edizione non semplice, organizzata tra difficoltà e tempi stretti, ma resa possibile grazie al lavoro di squadra tra istituzioni e comunità.: Giorgio Bianchi, presidente dell’associazione Perla in Rete, riassume l’essenza della manifestazione svoltasi lo scorso weekend del 21-22 marzo 2026: “Quest’anno è stata impegnativa nonostante i divieti per le giostre e la tempistica che purtroppo è andata un po’ agli ultimi giorni. Grazie però all’impegno di tutti gli impiegati comunali e anche del commissario che ci ha dato comunque questa possibilità di farla, siamo riusciti ad organizzare la festa che a Santa Marinella è tradizione da 40-50 anni.”
Momento centrale della manifestazione é stata la processione di San Giuseppe, resa ancora più significativa proprio dal ritorno dei Facchini. “Un ringraziamento grandissimo a don Paolo, il parroco di San Giuseppe, che insieme a noi ha organizzato la parte religiosa. La processione è stata molto bella e abbiamo ricominciato con i Facchini di San Giuseppe.” ha precisato Bianchi.
La festa ha visto anche numerose iniziative collaterali, tra musica, vespe d’epoca e attività solidali, che hanno coinvolto cittadini e visitatori, rafforzando il legame con le tradizioni locali.
Accanto agli eventi, grande attenzione è stata dedicata al futuro della comunità e alla trasmissione dei valori alle nuove generazioni. Catja Cuordileone, dell’associazionePerla in rete, racconta delle tante sfaccettature della manifestazione: “La festa, come per l’erede, abbiamo scelto di partecipare e organizzarla proprio perché l’obiettivo nostro era quello di rivalorizzare le tradizioni di questo paese e crearne anche di nuove.”
Un progetto speciale ha coinvolto direttamente i più piccoli, come puntualizzato da Catja Cuordileone: “Abbiamo lavorato sulla creazione di una memoria storica coinvolgendo i bambini di quinta di tutto il paese, che hanno fatto il disegno di San Giuseppe, il loro modo di vederlo, riscoprendolo. Hanno scritto anche tante cose carine dove hanno tirato fuori quelli che sono i valori di questa festa.”
I lavori realizzati daranno vita a un’iniziativa destinata a durare nel tempo: “I disegni verranno raccolti in un libro e verrà fatto sia un calendario che un libro. Tutti i bambini di Santa Marinella, speriamo da quest’anno in poi, troveranno un libro anche tra 10 o 15 anni. Sarà conservato sia all’interno della chiesa di San Giuseppe sia nella biblioteca e cercheremo di regalarne uno anche alla scuola.” conclude la signora Cuordileone.
Un progetto che punta a costruire una memoria condivisa, capace di tramandare nel tempo la tradizione di San Giuseppe a Santa Marinella e rafforzare il senso di appartenenza della comunità.
Servizio video di Fabio Nori

















