Spiagge e verde pubblico a Ostia coperti da rifiuti. E lo chiamano turismo! (FOTO e VIDEO)

Cronache da un'installazione di inciviltà: a Ostia l'acqua è limpida, ma le spiagge sono un tappeto di rifiuti. Per godersi il mare servono doti da ingegnere e un equilibrio da fenicottero

Benvenuti a Ostia, l’unica stazione balneare al mondo dove per stendere un asciugamano non serve la crema solare, ma una laurea in ingegneria dei materiali e, possibilmente, un paio di trampoli telescopici. La scena che si è presentata ai primi turisti sbarcati dalla metropolitana è degna di un’installazione d’arte contemporanea post-apocalittica. Da una parte un mare di una trasparenza commovente, quasi a voler chiedere scusa per ciò che lambisce, dall’altra un tappeto di benvenuto composto da una selezione accurata di microplastiche, bottiglie vintage e una collezione primavera-estate di cotton fioc usati.

Cronache da un’installazione di inciviltà: a Ostia l’acqua è limpida, ma le spiagge sono un tappeto di rifiuti. Per godersi il mare servono doti da ingegnere e un equilibrio da fenicottero

Non mancano le mascherine, cimeli di un’epoca che pensavamo trascorsa e che invece sopravvivono orgogliose tra la sabbia, insieme ai resti di pasti da asporto abbandonati con quella nonchalance tipica di chi considera il pianeta il proprio cestino personale. In questo scenario, mentre i comuni mortali in infradito battevano in ritirata in preda a crisi mistiche, un gruppo di ragazzi ha trovato la soluzione definitiva: i trampoli (foto in basso).

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Ragazzi in spiaggia di ostia con i trampoli – canaledieci.it

Muovendosi a due metri d’altezza, questi pionieri del bagnasciuga hanno sorvolato la discarica a cielo aperto con l’eleganza di fenicotteri hi-tech, godendosi lo spettacolo dall’alto senza correre il rischio di conficcare un tallone in un tappo di birra.

Il “sublime” contrasto tra musica e degrado

Il contrasto è sublime. Da un lato la musica celestiale di un pianoforte rosa che suona in diretta, dall’altro lo slalom gigante tra i rifiuti dei pochi coraggiosi rimasti. Il turista, poverino, arriva sognando il profumo di salsedine e si ritrova a catalogare plastiche mentre i trampolieri lo guardano con aria di superiorità, letteralmente.

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Rifiuti sulla spiaggia – canaledieci.it

Una meta d’avanguardia per sognatori

Ostia si conferma così una meta d’avanguardia: se vuoi vedere l’acqua limpida, devi prima superare il livello esperto della corsa a ostacoli tra i rifiuti. Chi non ha i trampoli può sempre provare a levitare, o più semplicemente, può rassegnarsi a guardare il mare dalla banchina della stazione, sognando un mondo dove l’unica cosa che resti sulla sabbia siano le impronte dei piedi.                                                                                                                                                                                Mino Ippoliti Fotoreporter