Guardia di Finanza in azione tra Ostia e Casal Palocco: scoperti oggetti contraffatti e lavoratori in nero

A Casal Palocco sequestrata merce, a Ostia e in zona Portuense sono stati trovati dei lavoratori in nero 

Guardia di Finanza in azione tra Ostia e Casal Palocco: scoperti oggetti contraffatti e lavoratori in nero
Guardia di Finanza, controlli a Ostia e Casal Palocco

Controlli della Guardia di Finanza tra Ostia e Casal Palocco si sono svolti tra Ostia e Casal Palocco. Sono stati effettuati nell’ambito di un piano straordinario, attualmente in corso, disposto per rafforzare la sicurezza urbana. Le attività, coordinate secondo le indicazioni del Prefetto di Roma, hanno interessato in particolare il territorio del X e XI Municipio, facendo emergere numerose irregolarità tra commercio illegale e lavoro sommerso.

A Casal Palocco sequestrata merce, a Ostia e in zona Portuense sono stati trovati dei lavoratori in nero

Sequestro Guardia di Finanza
Sequestro Guardia di Finanza

Nel corso delle operazioni il personale del 6° Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza ha effettuato un controllo in un esercizio commerciale di Casal Palocco. Qui sono state rinvenute statuette e oggetti d’arredo riportanti marchi falsificati di note case come Rolex, Hermès, Chanel e Tiffany & Co.. Il titolare dell’attività è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per introduzione di prodotti con marchi falsi e ricettazione.

Un ulteriore controllo ha riguardato un negozio a Ostia, dove sono stati scoperti circa mille articoli – tra costumi, trucchi e accessori per travestimenti destinati ai più piccoli – privi della marcatura CE. La mancanza di questo requisito viola le norme europee sulla sicurezza dei prodotti e comporta la segnalazione alla Camera di Commercio per le relative sanzioni amministrative previste dal Codice del Consumo.

Le verifiche si sono estese anche al settore della ristorazione. In due locali situati tra Ostia e la zona Portuense sono stati individuati lavoratori impiegati “in nero”, sia in sala che in cucina.

In uno degli esercizi, inoltre, due dipendenti venivano retribuiti in contanti, in violazione delle norme che impongono sistemi di pagamento tracciabili. Per uno dei titolari dei ristoranti è stata avanzata la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale alla Direzione Provinciale del Lavoro.

Va considerato che vale per tutti il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.