I nidi di processionarie avevano infestato un abete e relativo giardino di una villetta. Si è dovuti intervenire con un carro gru ieri, 17 marzo, alle porte di Roma, a Rignano Flaminio, per rimuovere nidi e larve e bonificare l’area. Una operazione, svolta a circa 20 metri di altezza.
Allarme processionarie, l’intervento vicino a Roma: cosa sono e che rischi comportano per l’uomo e per gli animali domestici, soprattutto i cani
La segnalazione del patron della villetta è arrivata quando ormai i nidi erano visibili a occhio nude e le processionarie erano ormai allo stadio finale del loro ciclo vitale, con l’avvicinarsi della primavera e la discesa imminente delle larve al suolo.
In questa fase, i rischi per la salute umana e per gli animali domestici sono elevati. Le processionarie, infatti sono animaletti particolarmente insidiosi sia per l’uomo che per gli animali domestici in particolare per i cani.

Ad intervenire l’esperto naturalista di Morlupo Andrea Lunerti, ormai famoso per la caccia ai nidi di vespe orientalis ma anche al recupero di animali selvatici, dalle volpi alle tartarughe azzannatrici.
In questo caso, i nidi, particolarmente numerosi, sono stati rimossi con l’ausilio di un’autoscala e smaltiti dopo l’intervento, ma nella zona sono stati segnalati altri alberi infestati.
“Questo conferma che la stagione in corso potrebbe essere particolarmente critica per la diffusione delle processionarie dopo una serie di inverni troppo miti – spiega Lunerti – Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in zona.
Massima attenzione ai nidi che cadono, ma anche alle processionarie che si interrano prima che si trasformano in farfalle, una fase che può richiedere anche due o tre anni”.
“Ci sono ordinanze specifiche che impongono la rimozione, in alternativa si rischiano pesanti sanzioni – aggiunge Lunerti – Come fare allora? Evitare innanzitutto il fai-da-te. Vanno indossati specifici dispositivi di protezione e soprattutto lo smaltimento segue determinate procedure, come la termodistruzione che non va mai fatta all’aperto, tipo falò. Anche dopo la combustione, comunque, possono provocare danni alle vie respiratorie”.
Rischi per la salute e per gli animali domestici

Il ciclo vitale della processionaria del pino è strettamente legato al clima, e con l’arrivo della primavera, le larve iniziano a scendere dal tronco degli alberi.
Questo momento è particolarmente pericoloso, poiché i peli urticanti rilasciati possono causare reazioni gravi.
A rischio non sono solo gli esseri umani, ma anche gli animali domestici, che possono manifestare sintomi di irritazione se entrano in contatto con i peli, come salivazione eccessiva, irritazioni e, in casi più gravi, shock anafilattico.
Cosa sono le processionarie del pino?
La processionaria del pino è un lepidottero diffuso in tutta Italia, le cui larve sono note per spostarsi in fila indiana lungo i rami e i tronchi dei pini, di cui si cibano. La farfalla adulta ha ali grigie e bianche, e una testa con una caratteristica cresta a forma di gallo.
Le uova vengono deposte in formazioni a spirale sui rami degli alberi, dando vita a larve che, man mano che si sviluppano, creano i tipici nidi bianchi visibili sugli alberi, specialmente tra dicembre e aprile.
La processionaria del pino è un insetto che appartiene alla famiglia delle Thaumetopea pityocampa.
Perché la processionaria è pericolosa?
Le larve della processionaria sono pericolose principalmente a causa dei loro peli urticanti. Questi peli possono provocare irritazioni cutanee, reazioni allergiche e, nei casi più gravi, problemi respiratori e shock anafilattici.
Gli animali domestici, in particolare i cani, sono particolarmente vulnerabili: se vengono a contatto con i peli urticanti, possono manifestare segni di avvelenamento, come salivazione eccessiva. Se il contatto è sospetto, è importante intervenire immediatamente lavando la zona colpita con acqua e bicarbonato e consultare un veterinario.

















