Auto fuori controllo travolge e trascina scooter contro un muro: paura nel quartiere Trieste

Scooter travolto e ridotto a mucchio di rottami: l'incidente riaccende la rabbia dei residenti che chiedono da tempo parapedonali e dissuasori per fermare la "corsa" folle delle auto

Nella foto il disastro provocato dall'incidente a Trieste

E’ stata una domenica di paura per una tragedia sfiorata ieri, 15 marzo, nel quartiere Trieste, quando il fragore del metallo che si scontrato con un muro ha fatto tremare i residenti di Piazza Verbano. La violenza dell’impatto di un’auto che ha travolto uno scooter, ha lasciato sul selciato non solo detriti, ma una scia di terrore e una serie di interrogativi non più rinviabili sulla sicurezza di uno degli snodi più frequentati della zona.

Scooter travolto e ridotto a mucchio di rottami: l’incidente riaccende la rabbia dei residenti che chiedono da tempo parapedonali e dissuasori per fermare la “corsa” folle delle auto

Ci sono immagini che, pur non raccontando di feriti e vittime, creano un immediato senso di paura e insicurezza per le strade. E’ quello che è accaduto ieri a Piazza Verbano, nel cuore del quartiere Trieste, dove un’auto in corsa ha travolto uno scooter parcheggiato su un marciapiede, trascinandolo per diversi metri e finendo la sua corsa schiacciandolo contro un muro.

Il risultato visivo brutale di questo impatto, è nella foto di copertina che sta facendo il giro del web e che non avrebbe bisogno di ulteriori commenti, se non fosse per le domande inquietanti che i residenti si sono subito posti alla vista di quel disastro che ha ridotto lo scooter ad un ammasso di rottami: “E se al posto di quel mezzo accartocciato ci fosse stato un passante?”

Gli effetti dello scontro sullo scooter con la fiancata devastata, si stanno traducendo in danni economici che pesano come macigni per il proprietario, ma è osservando quel rottame incastrato contro il muro che, soprattutto, il pensiero comune è andato alla tragedia sfiorata. 

Il confine sottile tra danno materiale e dramma umano

La gravità dell’episodio risiede tutta in ciò che sarebbe potuto accadere e che solo il caso ha voluto evitare in un quartiere densamente popolato e frequentato da famiglie, studenti e anziani, in cui quel perimetro di asfalto percorso quotidianamente da migliaia di persone.

Al posto di quello scooter, infatti, poteva trovarsi un uomo di ritorno dal lavoro, una madre con il passeggino, un bambino distratto o un anziano che cammina con passo lento. Le conseguenze di un impatto così violento e del successivo trascinamento contro la muratura non avrebbero lasciato scampo. “Parlare oggi di un semplice incidente stradale tra veicoli, significa ignorare consapevolmente che Piazza Verbano è stata teatro di una tragedia sfiorata per una manciata di centimetri e di secondi” – il commento shock di un utente.

La giungla urbana di Piazza Verbano

Chi vive e respira quotidianamente l’atmosfera del quartiere sa bene che questo episodio non è un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di una tendenza pericolosa e consolidata. Secondo le testimonianze della denuncia social, Piazza Verbano si trasforma troppo spesso in un circuito dove le precedenze diventano un suggerimento facoltativo, le strisce pedonali un dettaglio decorativo e i limiti di velocità un concetto astratto.

Gli incidenti non sono rari e la percezione di insicurezza è ormai una costante per chiunque tenti di attraversare la piazza o di percorrerla a piedi. Un clima di anarchia stradale che non solo mette a rischio l’incolumità pubblica, ma degrada la qualità della vita di una delle aree più eleganti e vitali della Capitale, in cui è esplosa la protesta dei cittadini, mentre la piazza è oggetto di importanti lavori di riqualificazione.

Proprio in queste ore, si è infatti sollevata la richiesta accorata rivolta al Municipio II di Roma nell’ambito del piano dei lavori, dell’integrazione di interventi strutturali capaci di cambiare il volto della viabilità locale e che passi attraverso l’installazione di transenne e parapedonali a protezione dei marciapiedi e dell’aiuola centrale: elementi che fungerebbero da scudo fisico contro veicoli fuori controllo.

Oltre le barriere: la necessità dei controlli

Oltre alle barriere, sempre dai residenti arriva la richiesta di una protezione fisica che vada al di là della moderazione del traffico e l’introduzione di dissuasori, restringimenti mirati della carreggiata e una segnaletica rafforzata come sono passaggi obbligati per costringere gli automobilisti a una guida prudente.

“Servono certezze su sanzioni e sorveglianza – in uno dei commenti sulla situazione nel quadrante -, se non è possibile contare su un presidio per il rispetto delle precedenze. Le uniche risposte possibili a una cultura della guida che ha smarrito completamente il senso di responsabilità verso il prossimo e che anche oggi ci fa gridare al miracolo perché non è successo nulla di grave” – conclude.