Assedio al “Fortino” di Santa Palomba: cade roccaforte della droga con la custode di 150 dosi di cocaina

Cocaina al 78% lanciata dalla finestra: il piano fallito della custode del fortino di Santa Palomba per sfuggire al blitz

Non è stata un’operazione di polizia convenzionale, ma una vera e propria manovra di accerchiamento che ha ricalcato antiche strategie d’assedio, quello messo in atto a Santa Palomba, nella periferia sud-ovest della Capitale, dagli agenti della Polizia di Stato. Qui i poliziotti, hanno letteralmente espugnato quello che nel gergo criminale e investigativo viene chiamato un Fortino della droga, la cui custode era una donna di 35 anni.

Cocaina al 78% lanciata dalla finestra: il piano fallito della custode del fortino di Santa Palomba per sfuggire al blitz

Il blitz è avvenuto nelle palazzine di edilizia popolare di Santa Palomba. Non semplici edifici, ma strutture progettate, quasi per una beffa architettonica, in modo da offrire una visuale strategica e dominante su tutto il territorio circostante con una conformazione che permette a chi vi risiede di monitorare ogni movimento esterno, rendendo estremamente difficile l’avvicinamento delle forze dell’ordine senza essere avvistati.

Tuttavia, gli investigatori del IX Distretto Esposizione, consapevoli delle dinamiche territoriali e delle trasformazioni delle aree sensibili sotto la loro giurisdizione, avevano da tempo puntato i riflettori su un appartamento specifico.

Un sospetto, maturato attraverso attività di osservazione e intelligence, era che una donna fungesse da magazziniere per conto terzi. Una custode – in gergo “la retta” –, di un ingente quantitativo di cocaina purissima destinata alle piazze di spaccio romane,

La strategia del “cinturamento” per espugnare il fortino della droga

Per neutralizzare il vantaggio difensivo del complesso, gli agenti hanno messo in atto una tecnica definita dagli stessi inquirenti come “medioevale”. Invece di un approccio frontale che avrebbe dato il tempo ai complici di occultare le prove, i poliziotti hanno discretamente circondato l’intero isolato.

Una volta “cinturate” tutte le possibili vie di fuga e presidiati i punti di caduta sotto le finestre, una squadra ha bussato con decisione alla porta dell’obiettivo.

La reazione dell’indagata è stata fulminea, ma prevista. Credendo che il pericolo provenisse solo dal pianerottolo, la donna ha afferrato una grossa e pesante borsa termica e l’ha lanciata con forza dalla finestra, sperando di liberarsi del corpo del reato in pochi secondi. Solo dopo essersi assicurata di aver “pulito” l’appartamento, ha aperto la porta agli investigatori con apparente tranquillità e un pizzico di sfida.

Il recupero della cassaforte con la cocaina purissima

Il piano della trentacinquenne si è scontrato con la realtà del dispositivo di sicurezza predisposto all’esterno. La borsa termica non è finita nel nulla, ma è atterrata quasi tra le braccia degli agenti che presidiavano il perimetro. All’interno, la sorpresa: una cassaforte che custodiva la cocaina, insieme a tutto il kit necessario per la pesatura e il confezionamento delle dosi (bilancini di precisione e sostanze da taglio).

Le analisi di laboratorio effettuate successivamente hanno confermato la gravità del ritrovamento. La sostanza sequestrata presentava un grado di purezza del 78%, un valore estremamente elevato che avrebbe permesso di ricavare, una volta tagliata, almeno 150 dosi nell’appartamento che si è dimostrato uno snodo cruciale per la distribuzione di droga di alta qualità nella zona sud della città.

L’arresto

Mentre la perquisizione domiciliare dava esito negativo – proprio perché la droga era “volata” via poco prima – il recupero esterno della borsa termica ha blindato l’impianto accusatorio. La donna è stata arrestata in flagranza di reato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Portata davanti ai giudici nelle aule di Piazzale Clodio, l’arresto è stato convalidato dalla Magistratura competente. Come previsto dal codice di rito, è necessario precisare che le evidenze investigative raccolte attengono alla fase delle indagini preliminari.