Con l’arrivo della primavera torna anche il tradizionale cambio dell’ora. In Italia l’ora legale scatterà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, quando gli orologi dovranno essere spostati un’ora avanti.
Alle 2.00 di notte le lancette passeranno direttamente alle 3.00. Questo significa che si dormirà un’ora in meno, ma in cambio si avranno giornate più lunghe e più luce naturale nelle ore serali.
L’ora legale resterà in vigore per circa sette mesi, fino al ritorno dell’ora solare, previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando le lancette verranno spostate nuovamente indietro di un’ora.
Perché si cambia l’ora
Il passaggio all’ora legale serve a sfruttare meglio la luce naturale durante i mesi primaverili ed estivi. Spostando in avanti l’orario ufficiale si riduce il consumo di energia elettrica nelle ore serali, quando l’illuminazione artificiale sarebbe altrimenti più utilizzata.
Il sistema è adottato in tutti i Paesi dell’Unione Europea, che applicano il cambio d’ora nello stesso momento: l’ultima domenica di marzo per l’ora legale e l’ultima domenica di ottobre per il ritorno all’ora solare.

Quanto si risparmia con l’ora legale
Secondo le stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, l’ora legale produce ogni anno benefici economici e ambientali.
Tra il 2004 e il 2023 l’Italia ha risparmiato circa 11,7 miliardi di kWh di energia elettrica, con un beneficio economico complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Anche nel 2024 il passaggio all’ora legale ha portato a un risparmio stimato di circa 370 milioni di kWh, pari a circa 90 milioni di euro. Ovviamente, il minor consumo energetico ha contribuito anche a ridurre le emissioni di CO₂ nell’atmosfera.
Il dibattito sull’abolizione del cambio dell’ora
Negli ultimi anni l’Unione Europea ha discusso più volte la possibilità di abolire il cambio tra ora solare e ora legale. Nel 2018 una consultazione pubblica europea ha aperto la strada alla possibilità per ogni Stato di scegliere quale sistema mantenere tutto l’anno.
Tuttavia molti Paesi, tra cui l’Italia, non hanno ancora preso una decisione definitiva. Per questo motivo il sistema dell’alternanza continua ad essere applicato. Per il momento quindi il calendario resta invariato: l’ora legale tornerà il 29 marzo 2026, portando con sé giornate più lunghe e serate più luminose fino all’autunno.




















