“Sei indagata per rapina”: truffa del finanziere a un’anziana di Roma che non ci casca e ne organizza la cattura

Scacco al finto finanziere: coraggiosa anziana "stana" il sedicente militare e sventa una truffa in corso

Un’operazione anti truffa è scattata in queste ore nel quartiere La Rustica, dove un tentativo di estorsione si è trasformato in un arresto in flagranza grazie al coraggio e la prontezza di riflessi di una donna anziana.

Scacco al finto finanziere: coraggiosa anziana “stana” il sedicente militare e sventa una truffa in corso

Il meccanismo della truffa era iniziato con una chiamata sull’utenza fissa: un uomo, spacciandosi per un alto ufficiale della Guardia di Finanza, ha contestato alla vittima una presunta indagine a suo carico per rapina, intimandole di consegnare immediatamente 600 euro e oggetti preziosi come risarcimento per evitare conseguenze penali.

Mentre il sedicente militare imponeva alla donna di non interrompere la comunicazione per monitorare ogni suo spostamento, la vittima, con il supporto della figlia, è riuscita a dare l’allarme alla sala operativa della Polizia di Stato, dando il via a una complessa manovra di accerchiamento.

La gestione della chiamata e il perimetro di sicurezza

Per oltre trenta minuti, l’anziana ha mantenuto il sangue freddo, recitando la parte della vittima rassegnata mentre gli agenti del V Distretto Prenestino e del VI Distretto Casilino prendevano posizione intorno e dentro l’abitazione.

Il truffatore, sospettoso per alcuni rumori ambientali, ha più volte interrogato la donna sulla sua reale solitudine, ricevendo rassicurazioni che hanno permesso al “delegato” alla riscossione di avvicinarsi all’obiettivo senza timore. La truffa è rimasta così “in linea” fino all’ultimo secondo, con il criminale convinto di avere il totale controllo della situazione e della sua preda.

L’arresto in flagranza e il bottino tra le mani

Il dispositivo di sicurezza ha dato i suoi frutti nel momento in cui un 46enne di origini campane ha bussato alla porta per ritirare quanto pattuito. Non appena l’uscio si è aperto, l’uomo si è ritrovato circondato dagli operatori di polizia che avevano precluso ogni via di fuga.

Con il pacco contenente il finto saldo della truffa ancora tra le mani, il sospettato è stato bloccato e condotto in commissariato. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria, che ha ravvisato i gravi indizi di colpevolezza per il reato di tentata truffa aggravata.

Indagini per risalire alla centrale dei raggiri

Mentre il 46enne resta a disposizione degli inquirenti, gli investigatori stanno analizzando i tabulati telefonici per risalire all’identità del complice rimasto al telefono, il vero “regista” della truffa. Gli inquirenti sospettano che dietro questo episodio possa celarsi una rete più ampia dedita a simili raggiri ai danni di persone fragili nel quadrante est della Capitale.

Per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, ma il successo dell’operazione segna un punto importante nel contrasto a questa odiosa tipologia di reato grazie alla collaborazione della donna che si è rivelata l’arma più efficace per disinnescare una truffa organizzata nei minimi dettagli.