Una coltellata al cuore per portare via l’incasso, che poi si è rivelato di 570 euro. È l’omicidio di Nahid Miah, 35 anni, il benzinaio gestore di una stazione di servizio a Tor San Lorenzo, ucciso durante una rapina il 27 maggio 2025. Per il delitto la Procura ha chiesto l’ergastolo per Marco Adamo, oggi 19 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e rapina.
Il benzinaio Nahid Miah era stato ucciso con una coltellata al cuore durante una rapina. Il 19enne accusato del delitto ha confessato: la Procura ha chiesto l’ergastolo
Durante l’udienza, l’imputato – difeso dall’avvocato Paolo Foti – ha provato a spiegare il gesto: “Non volevo ucciderlo. Chiedo perdono”. In aula era presente anche la famiglia e amici perlopiù bengalesi che hanno ascoltato in silenzio la requisitoria.
L’aggressione al distributore

Il pomeriggio del 27 maggio Nahid Miah stava lavorando nell’area di servizio della compagnia Toil in via delle Pinete. In quel momento non c’erano clienti al distributore.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Adamo è arrivato in sella a una moto con il casco in testa e ha aggredito il benzinaio chiedendo l’incasso della giornata. Il trentacinquenne ha tentato di opporsi e tra i due è scoppiata una colluttazione.
Durante lo scontro il giovane ha estratto un coltello e ha colpito Miah vicino al cuore. Poi ha preso l’incasso – appena 570 euro – ed è fuggito in moto.
Nel tentativo di cancellare le tracce, il killer ha dato fuoco al mezzo poco dopo, abbandonandolo quasi completamente carbonizzato in un’area boschiva di Ardea.
Le indagini e l’arresto. Il nodo della moto: rubata a tre amici che l’avevano a loro volta rubata
La caccia all’assassino è scattata immediatamente. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza e i dati delle celle telefoniche della zona, ricostruendo gli spostamenti compiuti prima e dopo il delitto.
La moto utilizzata per la fuga, una Bmw GS 650 bianca rubata due giorni prima a Roma, è stata ritrovata il giorno successivo bruciata. Gli inquirenti sono risaliti prima agli autori del furto del mezzo, tre giovani del litorale sud romano risultati estranei all’omicidio.
Proprio dall’analisi della loro rete di contatti è emerso il nome di Marco Adamo, che la sera prima del delitto avrebbe rubato a sua volta la moto a uno dei tre.
Le indagini si sono concentrate su di lui: sono stati sequestrati indumenti e telefoni, mentre le registrazioni delle telecamere e dei lettori di targhe sono state incrociate con i dati del suo smartphone. La sovrapposizione dei percorsi ha completato il quadro indiziario.
Il giovane è stato rintracciato il primo giugno in un’abitazione di Cisterna di Latina, dove si stava nascondendo. Durante l’interrogatorio nella compagnia dei carabinieri di Anzio aveva subito confessato tra le lacrime per poi condurre i militari nel luogo in cui aveva nascosto l’arma del delitto: un coltello a serramanico con lama di 16 centimetri, ancora con tracce di sangue.
La vita di Nahid Miah: papà amorevole di due bambini
Nahid Miah ha lasciato la moglie Bristi e due figli piccoli, un bambino di cinque anni e una bambina di appena un anno. Originario del Bangladesh, viveva in Italia da diversi anni e da quattro si era stabilito ad Ardea.
Prima di diventare benzinaio a tempo pieno aveva lavorato come cameriere nella zona di Conca d’Oro e successivamente in un altro distributore a viale Marconi. Negli ultimi tempi gestiva l’impianto di Tor San Lorenzo.
Era molto conosciuto nella zona. Ogni mattina accompagnava il figlio all’asilo prima di andare al lavoro. “Sempre sorridente, sempre gentile”, il ricordo dei clienti. “Una persona garbata, disponibile con tutti”.
Una vita semplice, fatta di lavoro e famiglia, interrotta per una rapina finita nel peggiore dei modi.

















