In pochi giorni, i rincari del gasolio hanno raggiunto livelli allarmanti, mettendo sotto pressione il settore dell’autotrasporto. Secondo quanto dichiarato da Assotir, l’associazione degli autotrasportatori, il repentino aumento dei costi – dovuti alla guerra in Medio Oriente – ha trasformato quella che inizialmente sembrava una preoccupazione in un vero e proprio “allarme rosso”.
Il prezzo del gasolio schizza alle stelle, con aumenti senza precedenti che mettono in crisi il settore trasporti: rischio spirale aumenti
Già nelle scorse ore, i prezzi alla pompa hanno visto aumenti di 30 centesimi al litro, con previsioni di un ulteriore incremento di 10 centesimi a partire dal 5 marzo.
Claudio Donati, segretario generale di Assotir, ha sottolineato che il settore è ormai alle strette: “Un incremento di 10 centesimi al litro equivale a un’aggravio di oltre 3.000 euro all’anno per ogni veicolo pesante. Se la crescita dei prezzi raggiunge i 30 centesimi, il costo per ogni mezzo potrebbe salire di ben 10.000 euro”.
Donati ha anche evidenziato l’intensificarsi delle tensioni in tutto il Paese, con segnalazioni di aumenti che spaziano dai 10 centesimi in Lombardia ai 24 centesimi in Sicilia, e già problematiche di approvvigionamento in Campania e Lombardia.
Le stime di Assotir non lasciano spazio a dubbi: il settore rischia di subire un contraccolpo devastante, sia per l’impossibilità di trasferire questi costi aggiuntivi sui clienti, sia per i problemi legati alla liquidità e alla gestione dei debiti derivanti dall’acquisto del carburante. L’incertezza dei prezzi e le difficoltà operative rischiano di compromettere la sostenibilità delle imprese di autotrasporto italiane.
Anche il Codacons, ieri, il 3 marzo, ha lanciato il suo monito: “Il rialzo dei prezzi del petrolio si sta riflettendo immediatamente sulle tariffe del gasolio e della benzina”, ha dichiarato l’associazione dei consumatori, osservando che i carburanti venduti in questi giorni sono stati acquistati quando i prezzi erano ben più bassi.
Nonostante ciò, i rincari arrivano a incidere sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane, con un forte rischio di impennata dei prezzi dei beni di consumo che viaggiano su gomma.
La guerra in Medio Oriente e i prezzi destinati a salire
Il legame tra i rincari dei carburanti e la situazione geopolitica in Medio Oriente è evidente. Le tensioni regionali, in particolare l’escalation legata alla crisi iraniana, stanno alimentando l’aumento dei costi del petrolio, con impatti diretti sui prezzi alla pompa. La situazione è particolarmente critica per i cittadini e le piccole imprese, che ora si trovano a fare i conti con cifre ben più alte rispetto a pochi giorni fa.
I rincari a Roma
Anche sulle strade della capitale si avvertono i riflessi della crisi, con scene di preoccupazione tra gli automobilisti. In alcune pompe il gasolio è schizzato oltre a due euro al litro.
Tra coloro che si recano al distributore, alcuni tentano di risparmiare scegliendo il self-service, altri invece si avvicinano alle colonnine con diffidenza, ormai costretti a fare i conti con i rincari.
Il quadro complessivo è chiaro: mentre alcuni cercano di adattarsi e risparmiare, le prospettive per il settore trasporti e per i consumatori in generale restano preoccupanti.
A fronte di nuove tensioni sui mercati internazionali e un ulteriore rialzo delle quotazioni del petrolio, non si esclude che i prezzi possano continuare a salire, mettendo a dura prova il potere d’acquisto degli italiani.
Concludendo, Alessandro Zavalloni, segretario nazionale del sindacato Fegica, ha dichiarato: “Temiamo che nei prossimi giorni assisteremo ad ulteriori aumenti di prezzo, con ripercussioni devastanti sia sul fronte economico che sulla sicurezza del nostro sistema di trasporti”.


















