Un balcone trasformato in una prigione a cielo aperto e il rumore sordo delle bastonate sono state fino a poche ore fa l’orrore in cui era costretto a sopravvivere un cane nel quartiere Tuscolano di Roma, dove una drammatica vicenda di maltrattamento animale si è conclusa questa mattina con un sequestro d’urgenza.
Il cane “senza voce” al Tuscolano liberato dalle catene: a firmare la denuncia l’attivista Enrico Rizzi che intende fare luce non solo sugli aguzzini dell’animale
A sollevare il polverone politico e sociale che va ben oltre le mura di quel condominio è stato l’intervento, guidato dall’attivista Enrico Rizzi, che ha squarciato il velo su una realtà di sofferenza documentata dai residenti e culminata in una pesante azione legale.
Il salvataggio in via Tuscolana e le condizioni dell’animale
La segnalazione arrivata a Rizzi era agghiacciante: un cane veniva regolarmente picchiato a bastonate dai proprietari e lasciato giorno e notte sul balcone, esposto alle intemperie e alla solitudine. Un’orrore sul quale l’attività è intervenuto sul posto chiedendo l’immediato supporto delle forze dell’ordine.
Grazie alla sua segnalazione gli agenti sono giunti in via Tuscolana, procedendo al sequestro preventivo dell’animale. Attualmente, il cane è sotto la tutela del Garante degli Animali di Roma e verrà sottoposto a esami radiografici presso una clinica veterinaria per accertare la presenza di lesioni interne o fratture pregresse causate dalle percosse.
La denuncia per maltrattamento di animali intanto, è stata formalizzata seduta stante, puntando il dito contro una condotta violenta e reiterata.
L’accusa di omissione: i soccorsi negati ai cittadini
L’aspetto più eclatante di questa mattinata non riguarda però solo la violenza sull’animale, ma la presunta disparità di trattamento tra comuni cittadini e figure pubbliche. Una residente della zona, visibilmente scossa, ha avvicinato l’attivista ringraziandolo ma anche denunciando di aver più volte segnalato nella speranza di un intervento decisivo per salvare l’animale.
“Oggi arrivi tu e guarda cosa hai ottenuto”, ha dichiarato la donna. Per questo, la denuncia presentata da Rizzi ai Carabinieri non riguarda solo l’aguzzino del cane, ma richiede esplicitamente di accertare eventuali omissioni da parte di chi avrebbe dovuto controllare la situaizone e non lo ha fatto.
Prossimi passi e accertamenti clinici
Mentre le autorità indagano sui proprietari dell’animale, l’attenzione resta alta sulla salute del cane. Le lastre saranno fondamentali per definire il quadro probatorio a loro carico. Se venissero riscontrate lesioni ossee, la posizione degli indagati si aggraverebbe ulteriormente.
Rizzi ha ribadito la volontà di seguire il caso “nero su bianco”, assicurandosi che ogni passaggio della sua denuncia venga analizzato con rigore, sempre dalla parte degli animali che non hanno voce. Il caso di via Tuscolana promette di diventare un monito per chiunque pensi che il maltrattamento possa restare impunito dietro le ringhiere di un balcone.


















