L’Ai al fianco della medicina per scoprire in tempi record le anomalie cerebrali fetali. Un passo rivoluzionario nel campo della medicina fetale è stato compiuto grazie all’intelligenza artificiale, che ora consente di individuare anomalie cerebrali nei feti già nelle prime settimane di gravidanza.
L’Ai al fianco della medicina per scoprire in tempi record le anomalie cerebrali fetali: studio del Gemelli
Un’innovativa ricerca, condotta dal Policlinico Gemelli di Roma, ha infatti realizzato il primo studio al mondo che utilizza l’AI per analizzare le ecografie fetali effettuate tra l’11ª e la 14ª settimana di gravidanza, rivelando patologie complesse del sistema nervoso centrale (SNC) con una precisione senza precedenti.
Lo studio, coordinato dal professor Tullio Ghi, ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e dal dottor Luca Boldrini, ricercatore di Diagnostica per Immagini e Radioterapia della stessa università, ha visto la partecipazione di dieci centri di medicina fetale e ha impiegato un algoritmo di deep learning per analizzare le immagini ecografiche.
Il risultato è stato straordinario: l’algoritmo è riuscito a distinguere con un’accuratezza dell’88% tra immagini normali e patologiche, identificando con precisione malformazioni cerebrali come la spina bifida aperta e la malformazione di Dandy-Walker, tra le più complesse e difficili da diagnosticare.
Il vero valore di questa tecnologia sta nella sua capacità di fare diagnosi estremamente precoci. Le anomalie del SNC, infatti, sono tradizionalmente rilevate solo nel secondo trimestre della gravidanza, quando le opzioni di intervento e trattamento sono più limitate.
Con l’introduzione dell’AI, è ora possibile identificare queste problematiche già nel primo trimestre, dando così tempo sufficiente per intervenire con terapie mirate, come la chirurgia prenatale in utero per la spina bifida aperta, che ha dimostrato di migliorare significativamente gli esiti clinici.
Il professor Ghi sottolinea come questa diagnosi precoce permetta di inviare le pazienti verso centri specializzati per un inquadramento diagnostico più accurato e per un adeguato supporto psicologico e terapeutico. “Una diagnosi più precoce consente una presa in carico individualizzata del bambino e una pianificazione accurata dei test genetici e delle eventuali risonanze magnetiche”, afferma il medico.
Il campione
Lo studio ha analizzato un ampio campione di 251 ecografie cerebrali fetali, divise tra 150 casi normali e 101 con anomalie. Le immagini sono state utilizzate per “insegnare” all’algoritmo a riconoscere e classificare le malformazioni cerebrali. Mai prima d’ora, l’intelligenza artificiale era stata impiegata con successo in uno studio ecografico in questa fase precoce della gravidanza, il che rende l’approccio del Policlinico Gemelli una vera e propria novità nel panorama della medicina prenatale.
Il dottor Boldrini, uno degli autori dello studio, evidenzia che il sistema ha mostrato un’accuratezza del 93% nella rilevazione della spina bifida aperta, un risultato straordinario per una tecnologia che si avvale solo di immagini ecografiche di routine, completamente non invasive sia per la madre che per il feto. Questo potrebbe rivoluzionare il processo diagnostico, riducendo i falsi positivi e i falsi negativi, migliorando così la qualità complessiva delle diagnosi prenatali.
I risultati di questo studio aprono nuove prospettive per la medicina fetale, dove l’intelligenza artificiale si propone come un valido supporto per i professionisti del settore. Non si tratta di sostituire il medico, ma di affiancarlo con uno strumento che potenzia la sua capacità diagnostica, rendendo la diagnosi prenatale più precoce, accurata e accessibile anche in contesti meno specializzati.
Concludendo, il professor Ghi sottolinea come l’obiettivo finale sia quello di “rendere la diagnosi prenatale sempre più precoce, precisa e accessibile, per poter offrire alle famiglie informazioni fondamentali nei momenti più delicati della gravidanza”.
Grazie a questo approccio innovativo, il Policlinico Gemelli si conferma ancora una volta all’avanguardia nella ricerca e nell’utilizzo delle nuove tecnologie in medicina, aprendo la strada a un futuro in cui la diagnosi prenatale diventa sempre più tempestiva e personalizzata.
















