Scoperta a Roma est una bomba su un’auto: l’ordigno artigianale, con capacità di esplodere, era riposto nel bagagliaio di una vettura sospetta.
Il ritrovamento della bomba su un’auto sospetta. Il Sindacato della Polizia Locale chiede un riconoscimento ufficiale per le forze locali
Il rinvenimento da parte della Polizia Locale in via Padre Ezechiele Ramin, a Roma Torbella Monaca, ieri, sabato 21 febbraio.
Un’auto sospetta, parcheggiata lungo la strada, ha attirato l’attenzione degli agenti del VI Gruppo di Polizia Locale, che durante un controllo di routine hanno fatto una scoperta inquietante: un ordigno artigianale, accuratamente nascosto nel bagagliaio del veicolo.
L’allarme è stato lanciato immediatamente, e sul posto sono giunti gli artificieri, che hanno confermato la pericolosità del dispositivo, evidenziando il rischio concreto di una tragedia.
Caschi bianchi e artificieri hanno messo in atto tutte le procedure di sicurezza, evitando con prontezza che la situazione degenerasse.

L’indagine è ora in corso, con la Polizia Locale impegnata a ricostruire la dinamica dell’episodio e a risalire agli autori dell’ordigno, nonché alle possibili motivazioni dietro questo presunto attentato.
Il ritrovamento dell’ordigno ha sollevato preoccupazione, non solo per la sua potenziale pericolosità, ma anche per il contesto in cui è avvenuto. La zona di Torbella Monaca, da tempo al centro di problematiche legate alla criminalità e alla sicurezza, è stata teatro di numerosi interventi da parte delle forze dell’ordine. In questo scenario, la prontezza e l’efficacia dell’intervento della Polizia Locale hanno svolto un ruolo cruciale nel garantire l’incolumità dei residenti e degli stessi agenti.
La bomba con un innesco manuale
Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno artigianale era stato progettato con un innesco manuale, il che ne aumenta la pericolosità.
La tempistica e la modalità dell’innesco, infatti, suggeriscono che l’intento fosse quello di utilizzarlo in un momento preciso, con un potenziale attacco diretto alla sicurezza pubblica. Gli esperti sono ora al lavoro per analizzare il tipo di materiale utilizzato e le modalità di costruzione, cercando di determinare se l’ordigno fosse destinato a un atto di terrorismo, intimidazione o altro scopo.
Milani: cruciale il nostro intervento, ci riconoscano come forza di polizia
Nel frattempo, è arrivato anche l’intervento del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL), che ha espresso un forte apprezzamento per l’efficacia dell’operazione e ha sottolineato il ruolo fondamentale delle forze locali nella tutela della sicurezza urbana. Marco Milani, segretario romano del sindacato, ha commentato: “Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Polizie Locali dimostrano di essere in prima linea nella protezione dei cittadini. La loro capacità di reagire prontamente in situazioni di emergenza è fondamentale. Complimenti alle colleghe del VI Gruppo per il loro intuito investigativo e per aver gestito la situazione con grande professionalità.”
Milani ha poi aggiunto un appello a livello nazionale, chiedendo che il Governo riconosca le Polizie Locali come una forza di polizia ad ordinamento locale. “Lavoriamo ogni giorno accanto alle altre forze dell’ordine, affrontando sfide sempre più complesse. È giunto il momento che vengano riconosciuti i diritti e le tutele che spettano a chi rischia la vita per garantire la sicurezza della comunità,” ha concluso il segretario del SULPL.
Nel frattempo, le indagini proseguono, con la Polizia Locale determinata a scoprire l’identità degli autori dell’ordigno e a fare luce su eventuali connessioni con altri episodi criminali nella capitale.


















